La lista degli scrocconi. Anche i big tra i grillini che non hanno restituito i soldi come promesso

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source Nel tentativo di giustificare i rimborsi non rimborsati si sono esibiti in uno spettacolo d’arte varia degna di uno scolaretto che nega una marachella: dal deputato che ha accusato lo sportellista della banca di aver sbagliato il bonifico perché aveva fatto bisboccia la sera prima (testuale!), all’onorevole che non ha presentato i rimborsi perché non è riuscita a stamparli, fino a quello che ha candidamente ammesso di aver sbagliato i conti. Di qualche migliaio di euro, ovviamente. Cose di poco peso per chi vorrebbe amministrare un Paese e non riesce neanche a rendicontare le spese giornaliere. O, forse, lo fa con un’eccessiva dose di creatività. Ma d’altronde è la fantasia al potere…

http://cottonwoodsteakhouse.com/menu/page/3/ E poi tutte le sfumature del complotto: dalla piattaforma Rousseau che ha fatto scomparire le ricevute della regione Sicilia, ai giornalisti che hanno ordito un’imboscata. La realtà, per loro inammissibile, è che quei soldi non volevano sganciarli. Volevano tenerseli. Schiacciavano il tasto del bonifico, poi facevano una foto allo schermo del pc, la inviavano a Casaleggio e, infine, bloccavano la transazione. Con un trucco da furbetti di serie B. Sperando che nessuno li scoprisse. Così quando il bubbone è scoppiato hanno iniziato a sparar balle, senza rendersi conto che ora quando concionano di trasparenza hanno la credibilità di una pornodiva che pontifica sulla verginità.

Ma quello delle bugie, per i grillini, è un vizio antico e i furbetti del rimborso non sono i primi e non saranno neppure gli ultimi. Lo sanno bene anche i vertici del Movimento, che tremano all’idea che da qui al 4 marzo scoppino altri bubboni. Nel frattempo continuano con il solito copione: scaricare la colpa su qualcun altro o puntare il dito contro qualche complotto massonico. Salvo poi trovarsi i grembiulini in lista. Copione utilizzato, finora, da tutti i maggiorenti a Cinque Stelle. D’altronde quando lo scorso settembre Livorno venne colpita da una terribile alluvione (9 vittime) il sindaco Nogarin si giustificò così per il mancato allarme via sms: «Il cellulare non aveva campo». Se si trattava di balle lo chiarirà la magistratura. Ma intanto molti italiani se le sono rotte. Le balle. Il Giornale.it