Lite Conte-Fontana, i legali: “In Lombardia vale ordinanza”

Tensione tra il governo e la Regione per i due provvedimenti che impongono strette sulle misure contro il virus. Fontana: “Esistono dei dubbi su quale debba prevalere, ma se vale il Dpcm lo applicheremo”

Secono gli uffici legali, deve prevalere l’ordinanza regionale“.

Lo ha affermato il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in merito al documento, che si sovrappone, in alcuni punti, all’ultimo decreto emanato dal governo.

Esistono dei dubbi su quale debba prevalere, nei punti su cui c’è un conflitto, tra l’ordinanza regionale e il decreto“, ha spiegato Fontana, aggiungendo che, secondo il parere degli uffici legali “deve prevalere l’ordinanza regionale“. In ogni caso, aggiunge il presidente regionale, “ho mandato una nota formale al ministro dell’Interno Lamorgese, nella quale chiedo che il ministero esprima un parere e ci dica se si deve applicare la nostra ordinanza o il Dpcm“.

Ieri, tra Regione e governo, la tensione era alta. Dopo la firma del decreto, che impone la chiusura di alcune attività, lasciandone aperte delle altre, infatti, il ministro Francesco Boccia aveva precisato: “Il provvedimento del governo è molto più dell’ordinanza della Lombardia“. Per questo, aveva aggiunto, “sarebbe stato meglio che Fontana aspettasse” ad emanare l’ordinanza della Regione Lombardia, in base alle misure dell’esecutivo.

Le dichiarazioni di Boccia avevano suscitato, oltre alle reazioni della Lega, che aveva chiesto le dimissioni del ministro, anche la risposta di Attilio Fontana. “Rivolgendomi a tutti i lombardi dico loro di considerare valida e efficace l’ordinanza che ho firmato ed emanato per tutta la nostra regione”, aveva affermato, specificando come nel documento fossero contenuti “elementi certi e chiari, sia dal punto di vista delle prescrizioni, sia per quanto riguarda le tempistiche“.

Ma, a placare le tensioni tra la Regione e l’esecutivo ci ha pensato lo stesso governatore, che questa mattina ha assicurato di non voler fare “nessuna guerra”: “Io non ho mai avuto nessun problema con il governo– ha rassicurato Fontana-sento i ministri Boccia, Speranza, il presidente del Consiglio a volte anche due volte al giorno. Ci sono dei problemi che io avrei risolto in modo diverso. Se dicessi che nel momento in cui il Dpcm supera la mia ordinanza io vado al Tar farei una cosa sbagliata e dimostrerei di volere la guerra. Ma io non voglio nessuna guerra“.

Nel frattempo, sono in corso degli approfondimenti, per cercare di “chiarire quale dei due è in vigore“, se prevale il decreto o l’ordinanza regionale. Una volta svolti gli accertamenti, “se vale la mia ordinanza, applicheremo quella, e se vale il Dpcm applicheremo il Dpcm“. E, dopo il parere degli uffici legali, Fontana aspetta quello del Viminale.

Credo di poter legittimamente dire– ha concluso il presidente Fontana-che secondo me era più giusta la mia ordinanza“. Col decreto del governo, “gli uffici pubblici sono tutti aperti, gli studi professionali e i cantieri sono aperti, non ci sono sanzioni contro gli assembramenti. Noi avevamo dato una stretta maggiore”. In ogni caso, ha aggiunto il governatore, “le differenze” tra i due provvedimenti sono minime.

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