Paolo Savelli ricorda il cinquantennale dalla morte a Cervia dello scrittore italiano del ‘900 più letto nel mondo, Giovannino Guareschi.

il 22 luglio ricorrerà il cinquantennale dalla morte a Cervia dello scrittore italiano del ‘900 più letto nel mondo, Giovannino Guareschi.
Uno scrittore e giornalista ancora molto amato in Italia e all’estero, che questa città pare non aver mai voluto veramente celebrare.
Eppure il suo Mondo Piccolo aveva preso tanto dai tanti anni in cui Guareschi aveva vissuto e villeggiato nella nostra città, sin da bambino quando qui per la prima volta venne in colonia.
Guareschi amava Cervia e forse Cervia non ha mai davvero ricambiato questo suo amore.
Brescello, tanto per dire, che fu quasi per caso scelta come location dei celeberrimi film di Don Camillo e Peppone, è tutt’oggi meta di un turismo dedicato alla celebrazione degli immortali personaggi usciti dal genio e dalla capacità narrativa di questo grandissimo artista del racconto. Cervia, che invece ha segnato il passaggio finale della vita del loro autore, a parte una via e una targa e una manifestazione di 3 giorni nel 2008 per il quarantennale della morte, non ha fatto molto, anzi si potrebbe dire che ha fatto poco o nulla.
Purtroppo dispiace dover constatare come il nostro Comune non appare esattamente in procinto di celebrare degnamente il cinquantennale guareschiano.
Non con iniziative di ampio respiro e rilevanza, non con una opportuna promozione delle stesse, questo anche in vista della stagione estiva, al fine di intercettare una domanda turistica che ben poteva essere interessata a questa celebrazione, oltre che far conoscere ai nostri turisti e ospiti un pezzo di storia della letteratura italiana che unisce e intreccia Cervia con le esistenze di altri grandi autori.
A dire il vero si sarebbe dovuto organizzare un “anno guareschiano” nel 2018, ma oramai è tardi, tardissimo.
Credo che questo cinquantennale sia destinato a perdersi e a essere l’ennesima occasione mancata, una tra tante, come quella del Centenario di Milano Marittima (che fu costruito tardi e in fretta, infatti).
E dispiace davvero, perché queste occasioni non ritornano tanto presto (per la prossima ricorrenza del centenario bisognerà attendere ovviamente il 2068 e non so quanti di noi potranno essere presenti).
Ci sarebbe voluta programmazione e attenzione, si sarebbe dovuto costituire un comitato scientifico, si sarebbe dovuto inserire gli eventi collegati nel quadro delle iniziative della città e appunto promuoverli come punti di forza dell’offerta culturale 2018 anche nelle fiere, presso i tour operators e su tutte le piattaforme. Non sarà così.
Peccato per Cervia e peccato per Guareschi, che da qui salutò tutti noi un giorno per andare a vedere di persona se c’era dall’altra parte della vita quel mondo che lui aveva descritto come esistente sulla Terra.