La Cooperativa Giacomo Matteotti di Cervia  dona  al Comune quattro quadri di Aldo Ascione

Il 7 novembre è avvenuta la consegna ufficiale di quattro quadri di Aldo Ascione al Comune da parte della Cooperativa Giacomo Matteotti di Cervia.

Il sindaco Luca Coffari, presente l’intera Giunta comunale, ha ricevuto la donazione per conto della cooperativa dai soci Giorgio Montanari, Sergio Matteini, Elena Eusebio che hanno partecipato alla cerimonia.

L’atto è avvenuto per rispettare la volontà di tutti i soci e in particolare quella del defunto  Tommaso De Biase giornalista e cervese emerito, scomparso nel 2014, uno dei fondatori della cooperativa.

I quattro disegni su vetro furono commissionati circa sessanta anni fa dagli iscritti al Partito Socialdemocratico Italiano di Cervia al maestro Aldo Ascione e sono sempre rimasti nella sezione cervese del partito e della cooperativa Matteotti.

Sono opere di misura considerevole cm.70 X cm.140 rappresentanti momenti di Cervia nel settecento e sono state collocate all’ingresso della Residenza municipale.

Il Sindaco Luca Coffari: <<Siamo particolarmente grati alla Cooperativa Matteotti. Si tratta di una donazione di alto valore simbolico ed affettivo, poiché sono un ricordo della figura di Aldo Ascione, personaggio che ha avuto un ruolo di rilievo nella vita culturale cervese, fondatore della Società Amici dell’Arte che recuperò la Casa delle Aie e ne fece un luogo di cultura, intrattenimento ed eccellenza enogastronomica. L’acquisizione di tali disegni va ad arricchire il patrimonio di quadri e foto in esposizione permanente nelle diverse sedi comunali, un patrimonio visibile gratuitamente a tutti i cittadini che vi accedono>>.

Biografia di Aldo Ascione

Aldo Ascione (soprannominato “E’ méstar”) era nato a Fiesole, in Toscana, il 24 settembre 1920. Il babbo si chiamava Carmine e la mamma Rina Ridolfi. Nel dicembre del 1932 la famiglia Ascione si trasferì a Cervia. Romagnolo di adozione divenne poi uno dei più autentici interpreti della cultura e delle tradizioni romagnole.Durante la seconda guerra mondiale, conobbe personaggi importanti come Geno Pampaloni, Don Bedeschi; visse i fermenti legati alla Liberazione, ma anche le tragedia della morte del fratello Quinto in Russia.Nel dopoguerra si dedicò all’insegnamento. Per 26 anni fu maestro elementare nella Scuola di Savio di Cervia. Si considerava “maestro di campagna”, un maestro innamorato dei suoi ragazzi, anticonformista, poco incline al nozionismo, convinto che la scuola dovesse favorire l’uso “della ragione applicata al buon senso, alle cose pratiche della vita”, alle forme semplici dell’arte, della storia, delle scienze”. Un carattere a volte scorbutico e scortese con i colleghi, ma disponibile a dare la sua collaborazione se c’era bisogno di lui. Ascione è stato tra i soci fondatori della “Società Amici dell’Arte”, costituita il 14 marzo 1955, è stato il segretario ed animatore instancabile dell’associazione culturale nata per valorizzare la storia, la cultura, le tradizioni, l’enogastronomia e l’ambiente di Cervia e della Romagna. A lui è legato anche il recupero e il restauro della settecentesca Casa delle Aie e di altri beni culturali cervesi. La Casa delle Aie era divenuta la sua dimora abituale. Lo ricorda Gino Pilandri durante l’avvio dell’attività di ristorazione, “seduto all’angolo di fronte all’ingresso, con alle spalle il caratteristico angolare romagnolo e, sul tavolo, un boccale di vino e un gotto di terracotta con gli spicchi di scalogno, salutare ed accogliere convivialmente amici ed ospiti”. Ad Aldo Ascione si deve una battaglia culturale ed anche pratica per la difesa dei beni storici e monumentali di Cervia. Fu tra i fautori e i protagonisti della ricomposizione della Banda cittadina di Cervia, che nel dopoguerra aveva organizzato anche con un impegno finanziario personale e suonando il basso. Collaborò personalmente al restauro dell’altare di San Filippo della Cattedrale, di dipinti nella sala adiacente alla Chiesa del Suffragio. Uno dei suoi sogni non realizzati fu la ricostruzione delle porte di Cervia, distrutte dall’esercito tedesco in ritirata, durante l’ultima guerra mondiale, alla vigilia della Liberazione di Cervia, avvenuta il 22 ottobre 1944. Ha lasciato pregevoli stampe che raffigurano scorci e ambienti storici di “Cervia nuova”, disegnati con gusto e perizia. 

L’Ufficio stampa

Cervia, 7 novembre 2017