“Abbiamo le idee per governare”

Le parole del Cavaliere alle nuove leve azzurre: «Possiamo essere leader di un governo europeista che pensi all’interesse nazionale»

Cari amici, non è una clausola retorica dire che i giovani per noi sono la realtà più importante. Forza Italia non è una pagina già scritta nel grande libro della storia, è una pagina del futuro che vogliamo scrivere con i tanti italiani che forse senza saperlo condividono i nostri valori e la nostra visione del futuro. Troppo spesso chi non ci conosce o chi ci vuole combattere parla di noi con i verbi al passato, come se Forza Italia avesse esercitato un ruolo importante ma poi avesse abdicato a favore dei nostri alleati. Noi vogliamo che non sia così. Sta a noi dimostrare che non è così. Sta soprattutto a voi giovani, ovviamente, perché il futuro è il vostro mondo, è il tempo in cui vivrete, nel quale troverete o farete crescere il vostro lavoro e i vostri affetti. Certo, i numeri di Forza Italia sono in ripresa, ma sono ancora ben lontani dagli obbiettivi che ci siamo dati: Forza Italia deve tornare alla sua funzione naturale di partito leader del centrodestra. Il centrodestra non è soltanto il perimetro di una coalizione: è la nostra casa, la casa che abbiamo costruito noi, che senza di noi non sarebbe altro che una destra, certamente democratica, certamente rispettabile, ma non in grado di governare né sul piano dei numeri, né su quello delle idee e dei contenuti. Forza Italia, è bene ripeterlo, rappresenta qualcosa di unico nel panorama politico italiano, qualcosa che non era mai esistito nella Prima né nella Seconda Repubblica; un partito che faccia una sintesi, e non una semplice sommatoria, della tradizione culturale e politica liberale, cattolica, europeista, garantista. Non mi piacciono le personalizzazioni, ma quando ogni tanto sento usare da altri la parola «berlusconismo» vorrei che fosse chiaro che l’unico «berlusconismo» esistente è quello che ha preso le migliori culture politiche italiane e occidentali e, basandosi su quelle, ha costruito un partito e un progetto politico. Abbiamo riempito un vuoto, dando all’Italia qualcosa di paragonabile alla Cdu di AngelaMerkel, ai gollisti e ai giscardiani francesi, al Partito Popular spagnolo di Aznar, ai conservatori inglesi della signora Thatcher, al Partito repubblicano americano di Reagan e Bush. Ma questo non è un convegno di storici: parlare del passato è importante solo se serve a consolidare le radici del nostro futuro. Un futuro che cammina sulle vostre gambe, una grande responsabilità che avete voi. Per questo vi nomino simbolicamente «missionari di libertà». Voi avete un compito difficile ma entusiasmante: spiegare chi siamo, spiegare perché siamo unici e indispensabili al futuro del Paese. Far capire che non è vero che i politici sono tutti uguali, e noi comunque non siamo politici di professione. Siamo persone che nella vita stanno dimostrando di essere serie e credibili. Non è vero che i giovani oggi non si interessano alla politica, alla cosa pubblica. I giovani se ne occupano male, con informazioni confuse, spesso false o fuorvianti, tratte dai social media e non dallo studio e dalla lettura. Sembra una scorciatoia, ma è una scorciatoia che favorisce chi parla per slogan, per facili battute, per frasi ad effetto. Unaforza politica grande e responsabile come la nostra non potrebbe certo imitare questi esempi di altri. Noi siamo stati i primi, dal 1994, a semplificare il linguaggio della politica, il cosiddetto «politichese». Ma non abbiamo mai rinunciato a spiegare, con un linguaggio semplice, diretto, cose complesse. Non abbiamo mai utilizzato l’insulto, il dileggio, la calunnia. Io credo che gli italiani apprezzerebbero una politica migliore, più seria, più dignitosa. Credo che l’apprezzerebbero proprio i giovani, che sono naturalmente diffidenti quando si accorgono che qualcuno li vuole strumentalizzare e prendere in giro. Dovete parlare loro dell’avvenire dell’Italia, del Paese nel quale vivranno la loro vita. Un avvenire che oggi, dopo il Coronavirus, rischia purtroppo di essere davvero oscuro. Forse i giovani rischiano meno sul piano della salute fisica, anche se il rischio c’è per tutti e guai a sottovalutarlo: posso testimoniare quanta sofferenza determini questa grave e insidiosa malattia. Ma di certo i giovani sono la categoria più penalizzata, dal punto di vista delle loro stesse esistenze, sia nell’immediato che nel futuro. Oggi li stiamo privando, in anni decisivi delle loro vite, di quella straordinaria esperienza che è la scuola. Fermare tutto questo oggi è purtroppo inevitabile, ma è un danno che non potremo mai quantificare dal punto di vista solo economico. Un danno che rimarrà fino a quando il vaccino, che è l’unico strumento oggi efficace, sarà riuscito ad eradicare questo terribile virus dalla nostra società. Per questo è davvero indispensabile sensibilizzare tutti sulla necessità di vaccinarsi appena possibile, sperando che il governo sia in grado di realizzare un piano che funzioni. E poi naturalmente dobbiamo parlare dei danni economici evidenti, le situazioni drammatiche di piccole imprese, artigiani, commercianti, professionisti, partite Iva. Tutto questo rappresenta una sfida quasi insormontabile per quei giovani che stanno provando ad avviare un’attività, e per i tanti altri che vorrebbero entrare in un mercato del lavoro oggi completamente chiuso. Molti devono licenziare, e lo faranno appena sarà consentito. Chi riesce in qualche modo a reggere non si mette certo in questo momento ad assumere. Per questo sarebbe prezioso utilizzare le risorse che ci sono messe a disposizione, a partire dal Recovery Fund, per investimenti strategici, come quelli sulle infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno, capaci di creare lavoro direttamente e indirettamente perché favoriscono le condizioni per le imprese italiane di uscire dalla pandemia competitive sui mercati internazionali. Sono risorse, voglio ricordarlo, rese disponibili per il nostro Paese anche grazie al nostro e al mio personale impegno, in Europa e in seno al Ppe, coi capi di Stato e di governo amici, a partire dalla signora Merkel. Questa volta l’Italia in Europa ha ottenuto un trattamento di favore. Segno questo che quando il Paese va in Europa unito, e si propone in modo credibile, i risultati arrivano. Sono risultati che peraltro rischiano di essere compromessi, come del resto quelli del Mes sanitario, dall’insipienza della nostra classe politica, come sempre impegnata a regolare le proprie faide e i propri conti piuttosto che pensare al bene del Paese. Voi sapete che dal primo giorno della pandemia ho messo Forza Italia a disposizione delle istituzioni, accogliendo l’appello del capo dello Stato, per collaborare a fronteggiare l’emergenza. È quello che fa un’opposizione responsabile, liberale, quando tutto minaccia di crollare. Sia pure in modo meno immediato, e con qualche contraddizione, anche i nostri alleati di centrodestra hanno nella sostanza condiviso questo atteggiamento responsabile. Leforze di governo ci hanno ascoltato a fasi alterne, spesso confondendo la nostra disponibilità istituzionale con una disponibilità politica che non c’è e non c’è mai stata. Tuttavia la nostra paziente insistenza è servita a portare a casa risultati ragguardevoli, con l’ultimo scostamento e poi con la legge di bilancio. Risultati che riguardano soprattutto i meno garantiti, come il lavoro autonomo e naturalmente i giovani: nuovi contributi alla scuola paritaria, che aumentanola libertà di scelta dell’indirizzo educativo, un importante intervento a favore della Istruzione Tecnica Superiore, il kit digitalizzazione, per favorire la connessione internet anche a chi è più svantaggiato economicamente, il cosiddetto «Patto fra generazioni» per favorire l’occupazione dei giovani. Certo, tutto questo è ancora molto poco. La verità è che i problemi dei giovani non si risolvono inmodo settoriale. I problemi dei giovani si risolvono se il Paese riparte, se torna a crescere, a essere attrattivo anche nei confronti degli investitori esteri. Questo significa ancora una volta un Paese in grado di battere l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria. Possiamo farlo, noi abbiamo le idee giuste per farlo. Abbiamo le idee giuste per tornare alla guida dal Paese, da leader, non da comprimari, con un governo credibile e autorevole in Europa e nel mondo. Un governo sinceramente europeista, ma capace di far valere l’interesse nazionale, come lo sono altri Paesi europei. Un governo consapevole, come noi lo siamo, che il futuro delle grandi sfide del mondo, compresa la rinascita dopo la pandemia, si decide solo a livello europeo. Un’Europa capace di trovare un’unità politica e militare tale da condurre una politica estera e di difesa basata sui nostri valori europei e occidentali. Un’Europa capace di rapportarsi alla pari e in termini amichevoli con gli Stati Uniti e la Russia e in grado di fronteggiare con loro le grandi sfide sistemiche del XXI secolo, quelle che ci vengono dall’imperialismo islamico o dall’espansionismo politico, economico e militare della Cina comunista. Cari amici di Forza Italia giovani, grazie per tutto quello che state facendo. So che vi siete mobilitati su temi di grande valore morale e sociale, dalla liberazione dei pescatori in Libia, alle violazioni dei diritti umani e della democrazia in Venezuela, fino alla distribuzione di pacchi dono, in questo periodo natalizio, alle famiglie in difficoltà. Da parte mia sono pronto ad aiutarvi in ogni modo. Un partito come Forza Italia esiste perché si sa rinnovare continuamente. E quale migliore simbolo di rinnovamento che una cospicua presenza di giovani? Anche il fatto che siate tutti operativi in questi giorni di festa – sebbene in un anno così anomalo – è un indice di serietà e di passione che apprezzo molto. È con questi sentimenti dunque che voglio rivolgere a voi e a tutti i vostri cari gli auguri più belli: l’augurio di realizzare in questo nuovo anno i progetti, i sogni che ciascuno di voi porta nel cuore per sé e per le persone che ama. Buon anno, forza Giovani, Forza Italia!


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