“Adesso ci separa un abisso” ?Perché Conte trema davvero

Fumata nera al termine dell’ultimo incontro tra una delegazione di Iv e il ministro Gualtieri

Il confronto sul Recovery Fund tra la delegazizone di Italia Viva e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha generato l’ennesima fumata nera. “Sui contenuti ci separa un abisso. Non ci siamo“, ripetono i renziani.

L’affondo dei renziani

Il vertice, se così può essere definito, è stato serrato ma per niente risolutivo. “Abbiamo mandato 30 pagine, loro una bozza di piano modificata dopo la conferenza stampa di Renzi e arrivata ieri notte“, affermano fonti di Iv al termine dell’incontro. Ancora tanti i punti cruciali per il partito guidato da Matteo Renzi. Si parte dal solito Mes, per poi passare a infrastrutture, giustizia e pubblica amministrazione.

E ancora: 5g e no alla fondazione cybersecurity che, tolta dalla manovra, rispunta tuttavia nascosta nel Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza. “Quello che poteva essere fatto già dal 22 luglio, quando abbiamo chiesto di iniziare a discutere il RP, lo stiamo facendo adesso, e di corsa purtroppo. Ci separa un abisso nel metodo e sui contenuti: non saremo complici di un piano senza ambizione per il futuro del paese“, aggiungono quindi i renziani uscendo dal tavolo al Mef.

I punti critici

Scendendo nel dettaglio, con 27 pagine e 62 punti, Iv ha letteralmente stroncato il Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza di Giuseppe Conte. Che il documento non fosse piaciuto ai renziani era evidente dalla conferenza stampa con cui Renzi aveva lanciato le sue proposte, riassunte nel documento che porta il titolo “Ciao”, acronimo che sta per “Cultura, Infrastrutture, Ambiente e Opportunità” (ma che suona tanto come un avvertimento al premier).

Nei 62 punti, i renziani si sono soffermati sui contenuti del piano, ma anche sulla forma. Non sono mancati passaggi per segnalare “ripetizioni“, come quello sulla giustizia, ed altri per segnalare a Conte di essersi limitato ad un lavoro di “collage” di diversi desiderata, mancando di dare “una unica mano al documento“. Da segnalare, come riportato dall’Agi, la bacchettata sul piano fatto pervenire alle forze di maggioranza “di notte, a poche ore dal consiglio dei ministri che lo doveva approvare”, come lamentato più volte da Renzi, e dagli altri esponenti di Italia Viva.

A seguire ecco le considerazioni di stile che, per i renziani, denunciano una certa approssimazione anche nei contenuti: “Il documento è chiaramente un collage di testi diversi: per noi serve una penna sola per tutto il testo, non una collazione di diversi brani. Lo si denota anche dalle ripetizioni, sia di argomenti che di riferimenti. Progetti di questo tipo solitamente hanno un Executive Summary e poi un’analisi dettagliata“. Il mantra ripetuto dai renziani è uno: Italia Viva non ha alcuna intenzione di essere “complice di un piano senza ambizione“. Adesso resta da capire quale sarà la prossima mossa di Conte, sempre più nell’occhio del ciclone.


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