Alberto Angela, Ulisse fa 20 anni ma la curiosità è la stessa

ROMA – “Abbiamo capito che il Paese aveva bisogno di essere abbracciato, di non sentirsi solo. Con il nostro mestiere, mostrando la nostra storia, volevamo far capire che riusciremo a venirne fuori e che si va avanti, perché questi siamo noi e non molliamo”. Parla con orgoglio ed entusiasmo Alberto Angela, pronto a tornare al timone di “Ulisse – Il piacere della scoperta”, in onda dal 16 settembre su Rai1 alle 21.25.

Quattro nuove puntate trasmesse di mercoledì e girate dopo il lockdown, da giugno ad agosto, subendo inevitabilmente l’emergenza sanitaria. “Non è stato facile affrontare l’emergenza. Questo è un programma basato sui viaggi, non potersi muovere è stato come tenere le navi dentro al porto. Ma noi ci siamo ingegnati, abbiamo fatto come Ulisse”, sottolinea Angela presentando il programma a Viale Mazzini. “Dopo il lockdown avevamo tanta voglia di fare il nostro lavoro, ma abbiamo capito che dovevamo tenere i piedi per terra: la sofferenza esiste, può colpire anche noi, dobbiamo apprezzare i nostri vantaggi”. Di fronte a un cambiamento di rotta imposto dalle restrizioni dovute al coronavirus, Angela e il suo gruppo di lavoro hanno fatto dunque di necessità virtù, utilizzando tecniche diverse, più cinematografiche, per confezionare un prodotto come sempre di altissima qualità. La prima puntata è dedicata a Roma vista dall’alto, poi sarà la volta dell’omaggio a Raffaello per i 500 anni dalla morte, infine due ritratti d’eccezione, quello della regina Elisabetta II e di John Fitzgerald Kennedy (quest’ultimo trasmesso a ridosso delle elezioni americane).

“Abbiamo girato in esterna la prima puntata: conosciamo Roma in lungo e in largo, ma vederla dall’alto cambia tutto, si entra in comunione con i luoghi. Mentre per Elisabetta e JFK abbiamo usato il chroma key green screen: è stato divertente, ho scoperto tante cose, questo programma mi permette sempre di imparare. Eravamo in uno studio immenso: tra la grafica e un sistema di sensori mi hanno proiettato dentro un mondo 3d”, spiega il conduttore. “In queste puntate abbiamo cercato di scoprire la persona oltre il personaggio. La regina è una testimone del ‘900, JFK è una figura iconica, specchio di un’epoca diversa dalla nostra, in cui c’era ottimismo per il futuro. Poi la puntata su Raffaello, una scommessa non facile: lui sembra un pittore per addetti ai lavori, ma non è così, è un artista incredibile”. Questa edizione di Ulisse ha un sapore speciale anche perché si festeggiano i primi vent’anni del programma: “A novembre del 2000 andò in onda la prima puntata: siamo stati ovunque, abbiamo girato tutto il mondo, ma questi 20 anni rappresentano anche un’Italia che è cambiata”, afferma, “non è cambiato però lo spirito che è lo stesso, con la stessa curiosità e il piacere della scoperta”. “Io poi ho la fortuna di lavorare con un gruppo straordinario, che si è creato nel tempo e che porta dentro il Dna più autentico della Rai, fatto di professionalità, anni di bottega, amore per i risultati”, prosegue, sottolineando che “possiamo anche essere bravi, ma c’è un collaboratore in più che è il pubblico. Visti gli ascolti di un programma di divulgazione scientifica andato in onda a lungo di sabato sera, possiamo dire che l’Italia c’è e ha voglia di conoscenza”.

Dello stesso avviso anche Stefano Coletta, direttore di Rai1, che ribadisce quanto sia “larga la domanda conoscitiva del pubblico. Le persone vogliono acquisire conoscenza, assorbire il racconto della nostra storia. Quest’anno andremo in onda di mercoledì, che riteniamo giorno propizio per la divulgazione”. “Erano previste trasferte che sono state paralizzate dal lockdown: ma il gruppo di lavoro, rigoroso e attento al prodotto, ha fatto emergere la creatività, con puntate realizzate in maniera cinematografica, e una nuova formula di immagine e regia”, spiega, aggiungendo che “il modo di lavorare di Alberto Angela è un modello a cui in Europa guardano in molti: lui incarna l’autorevolezza e la passione per la conoscenza, centrando con Ulisse gli obiettivi del servizio pubblico”.


Fonte originale: Leggi ora la fonte