>ANSA-FOCUS/ L’Ue striglia l’ambasciatore in Cina per la censura

(di Patrizia Antonini) (ANSA) – BRUXELLES, 8 MAG – E’ bufera sull’ambasciatore
dell’Ue in Cina, Nicolas Chapuis. Il diplomatico nei giorni
scorsi aveva dato il via libera alla pubblicazione di una
lettera aperta – censurata da Pechino – al China Daily, firmata
dall’Ue e dai Paesi membri, senza prima consultare il suo
quartier generale e le delegazioni dei 27. Numerose le proteste
di politici e cancellerie, anche con qualche richiesta di
dimissioni del diplomatico, che Bruxelles ha bacchettato in
pubblico – “non ha preso la giusta decisione” – pur
giustificandone l’iniziativa con la motivazione di “tempi”
decisionali “stretti” e al quale, almeno per il momento, è stata
rinnovata la “fiducia”.
    Ma col passare delle ore emergono nuovi dettagli della
vicenda, che approfondiscono l’imbarazzo e dimostrano quanto le
relazioni tra l’Unione e la Cina siano sulle montagne russe.
    L’episodio si intreccia infatti con quello di una settimana fa,
quando l’Alto rappresentante Josep Borrell era finito davanti
all’Eurocamera per difendere i suoi servizi dall’accusa di aver ‘ammorbidito’ una relazione sulla disinformazione cinese sul
Coronavirus; e si aggiunge alle frustrazioni europee per
rapporti economici sempre più tesi.
    D’altra parte Chapuis, oltre ad essersi inchinato al Dragone
accettando di omettere una frase sull’origine del Covid-19 in
Cina e ad aver seguito una procedura a dir poco avventata, ha
infatti ottenuto anche un risultato deludente. Se l’intento
dell’ambasciatore era quello di far emergere messaggi sulle
politiche prioritarie dell’Ue – compresa l’iniziativa globale
sui vaccini, che Pechino solo una settimana fa aveva snobbato,
inviando un ambasciatore ad una riunione di leader, con una
donazione da poche decine di migliaia di euro – è fallito.
    Secondo ricostruzioni raccolte a Bruxelles inoltre, l’accordo
preso “con estrema riluttanza” da Chapuis con il ministero degli
Esteri di Pechino prevedeva che l’editoriale fosse pubblicato
non solo sul China Daily (in lingua inglese e perciò più di
élite) ma anche sul Quotidiano del Popolo, il principale
giornale in lingua cinese. Ma lì la lettera aperta è scomparsa.
    E’ stata pubblicata invece, nella sua versione integrale, sui
siti Ue e delle ambasciate europee in Cina.
    Comprensibile l’irritazione generale, che in Germania ha
trovato anche politici pronti a dargli voce. Norbert Roettgen,
presidente della commissione Esteri del parlamento tedesco e tra
i candidati alla leadership della Cdu, su Twitter non ha usato
mezzi termini: “Sono scioccato non una, ma due volte. Prima gli
ambasciatori Ue adottano generosamente le narrative cinesi, e
poi la rappresentanza dell’Unione accetta la censura”.(ANSA).
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte