Arresti domiciliari per i commercialisti vicini al Carroccio

Sono finiti agli arresti domiciliari i tre commercialisti ritenuti vicini alla Lega e il cognato di uno di loro coinvolti da qualche mese nell’inchiesta della Procura di Milano sulla compravendita di un immobile a Cormano

Sono finiti agli arresti domiciliari i tre commercialisti ritenuti vicini alla Lega e il cognato di uno di loro coinvolti da qualche mese nell’inchiesta della Procura di Milano sulla compravendita di un immobile a Cormano ascrivibile alla Lombardia Film Commission.

Ai tre commercialisti, Michele Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni e a Fabio Giuseppe Barbarossa sono stati contestati i reati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. A comunicarlo con una nota ufficiale da Palazzo di giustizia di Milano il procuratore capo Francesco Greco.

I tre commercialisti, si spiega nel testo, sono stati a questo punto sottoposti agli arresti domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Milano nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul caso della presunta vendita a prezzo gonfiato di un capannone alla Lombardia Film Commission.

Agli arresti domiciliari è finito anche Barbarossa, cognato di Scillieri. Ai professionisti il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pubblico ministero Stefano Civardi, titolari delle indagini, contestano a vario titolo i reati di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Per la medesima vicenda, ricorda la nota della procura, a luglio era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto Luca Sostegni.

Immediata la replica della Lega. «Siamo assolutamente tranquilli, finirà in nulla come tante altre inchieste che cercavano soldi che non c’erano in Russia, in Svizzera o in giro per il mondo» sottolineano fonti del Carroccio all’uscita, ieri in tarda serata della notizia di un’accelerazione delle indagini e l’annuncio degli arresti.

Lombardia Film Commission è la fondazione di cui sono soci Regione Lombardia e il Comune di Milano ed è stata creata con l’obiettivo di «promuovere sul territorio lombardo – si legge sul sito – la realizzazione di film, fiction tv, spot pubblicitari, documentari e di ogni altra forma di produzione audiovisivo».

Sarebbero comunque in corso altre operazioni dei pm guidati dal procuratore Francesco Greco per fare luce sull’immobile acquistato nel dicembre di tre anni fa, quando il presidente della Regione Lombardia era il leghista Roberto Maroni, dall’Immobiliare Andromeda per 400mila euro e rivenduto pochi mesi più tardi alla Lombardia Film Commission al doppio del prezzo.

Sostegni è il liquidatore della società Paloschi Srl che avrebbe venduto il capannone industriale a Cormano, nell’hinterland milanese, all’immobiliare e poi passato alla fondazione per 800mila euro. Soldi pubblici che poi si sarebbero dispersi in mille rivoli, ritornando, secondo quanto ricostruito dai magistrati, per la maggior parte nella disponibilità dei tre professionisti o di altri imprenditori ritenuti comunque vicini alla Lega.


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