Avati, ciak per il nuovo film dal libro Giuseppe Sgarbi

(ANSA) – ROMA, 21 LUG – Primo ciak lunedì 3 agosto per Lei mi
parla ancora, il nuovo film di Pupi Avati che torna dietro la
macchina da presa dopo Il signor diavolo. Il film, liberamente
tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Sgarbi, racconta la storia
d’amore tra Nino e Caterina: un amore lungo 65 anni e mai
finito, neanche con la morte di lei, come scrisse lo stesso
autore. “Finché morte non vi separi è una bugia. Il minimo
sindacale. Un amore come il nostro arriva molto più in là. E il
tuo lo sento anche da qui”.
    La sceneggiatura e il soggetto sono di Pupi e Tommaso Avati.
    Tra gli interpreti principali Renato Pozzetto (Nino), Stefania
Sandrelli (Caterina), Isabella Ragonese (Caterina giovane), Lino
Musella (Nino giovane), Fabrizio Gifuni (Amicangelo). Insieme a
loro anche Chiara Caselli, Alessandro Haber, Serena Grandi,
Gioele Dix, Nicola Nocella. Le riprese dureranno sei settimane
tra Roma e Ferrara, dove Sgarbi trascorse parte della sua vita.
    Il film è coprodotto da Bartlebyfilm e Vision Distribution in
collaborazione con Duea Film e sarà distribuito nelle sale
italiane da Vision Distribution.
    “Con Lei mi parla ancora – spiega il regista – ho voluto
raccontare la storia di un grande amore, quello tra Nino e
Caterina, un amore lungo 65 anni, un amore che dura oltre la
morte. Il pretesto narrativo e? un libro di memorie che il
protagonista, rimasto vedovo, si e? deciso a pubblicare
affidandone la scrittura a un ghost writer romano, ambizioso e
disincantato. Ed è proprio nella dialettica fra questi due
personaggi, così apparentemente diversi tra loro, che ho scorto
la possibilità di affrontare il presente della nostra terra e il
suo meraviglioso passato, in quella porzione dell’Emilia cosi?
speciale che ha saputo trattenere, accanto alla modernità, il
grande fascino del suo passato. Delle sue tante memorie. Ho
raccontato la nostra terra, la nostra gente, attraverso una
ennesima, diversa, angolazione. Per continuare a dare un senso
al nostro lavoro”. (ANSA).
   


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