Azzolina, depositata la mozione di sfiducia. La Lega: “Dal ministro gestione disastrosa”

Ronzulli (Fi): “Presenteremo pure un nostro testo ancora più duro”

Dopo averla a lungo minacciata, infine annunciata con una dichiarazione del segretario Matteo Salvini («Azzolina è una sciagura»), la Lega ha presentato in Senato la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e già martedì chiederà nella conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama la calendarizzazione del provvedimento, con la richiesta di procedere il prima possibile al voto.

«Forza Italia è d’accordo con questa mozione che sarà firmata da tutto il centrodestra e sta preparando anche una risoluzione con ulteriori contenuti politici contro il ministro, perché Azzolina ha fallito totalmente la sua mission» spiega la vicecapogruppo di Fi al Senato, Licia Ronzulli.

Il testo della Lega è pesante. «La disastrosa gestione della scuola del ministro Azzolina sta tenendo in tensione famiglie, studenti e personale, un ministro che ha perso molti mesi preziosi in chiacchiere, senza fornire alcuna certezza sul proprio destino a 8 milioni di studenti» sono alcune delle accuse. «Il Governo – si afferma nella mozione – non ha alibi e l’incapacità di chi lo rappresenta pesa irrimediabilmente sulla vita dei nostri ragazzi».

Nella mozione si ricordano anche due vicende scomode nel curriculum di Azzolina, sollevate dal linguista Massimo Arcangeli su Repubblica e su Il Giornale. La storia forse più nota è esplosa la scorsa estate e riguarda l’accusa di conflitto di interessi nel concorso per dirigente scolastico in cui Azzolina risultava in graduatoria. Si legge nella mozione: «La stessa ministra, come segnalato in due articoli del 12 e del 14 agosto pubblicati dal Giornale, risulterebbe essersi di fatto anche autoassunta a dirigente scolastico». Il ministero aveva replicato che non esisteva «alcun conflitto d’interessi» perché «le assunzioni e lo scorrimento della graduatoria» «cui la ministra ha legittimamente partecipato, sono di stretta competenza del ministero e non della ministra». Le polemiche non si erano chetate, nemmeno quando il nome di Lucia Azzolina è scivolato fuori dalla graduatoria (ma non dal novero delle abilitazioni). Su questo concorso pendono ricorsi amministrativi passati per il Tar e arrivati in Consiglio di Stato.

La mozione della Lega cita anche la presunta accusa di plagio: «C’è il dubbio che il ministro Azzolina abbia commesso reato di plagio e di violazione del diritto d’autore, copiando da opere altrui interi brani (complessivamente sarebbero più di 40) sia nella sua tesi per la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario, discussa all’Università di Pisa nel 2010, sia nelle due tesi di primo e di secondo livello, discusse all’Università di Catania, mettendo per giunta in vendita i tre elaborati su un sito specializzato». Azzolina aveva replicato di non aver commesso plagio, senza entrare nel dettaglio. A difenderla il 5S Luigi Di Maio: «Non è un bel segnale per il Paese in un momento in cui le scuole stanno ripartendo». E dal Pd il capogruppo in Senato Andrea Marcucci: «La Lega tifa per il disastro».


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