Ballano sull’orlo del precipizio

Ogni categoria ha il diritto di rivendicare la propria libertà imprenditoriale e quindi protestare contro le restrizioni anti Covid, e ogni cittadino ha il diritto di pensarla come meglio crede

Ogni categoria ha il diritto di rivendicare la propria libertà imprenditoriale e quindi protestare contro le restrizioni anti Covid, e ogni cittadino ha il diritto di pensarla come meglio crede, anche se questo estenuante duello provoca solo confusione e insicurezza. Ma c’è una categoria che dovrebbe astenersi da queste logiche di profitto o convenienza e comportarsi secondo un interesse generale invece che particolare. Mi riferisco a deputati, senatori e membri del governo, cioè a chi ha il dovere di tutelare la salute nostra e dei nostri figli e che si trova in palese conflitto di interessi. La maggior parte di loro è infatti espressione diretta o indiretta di lobby i cui interessi sono minacciati dalle norme emergenziali. Le squadre di calcio, per fare un esempio, premono per riaprire gli stadi, i discografici i concerti, gli impresari teatri e discoteche, eccetera.

È possibile accontentare tutti rimanendo in sicurezza? No, o comunque non c’è alcuna certezza, se non scommettendo sull’immunità di gregge. Un obiettivo perseguito in Inghilterra all’inizio dell’emergenza e che ha dato risultati disastrosi. Il che non vuole dire che abbia torto il professor Zangrillo quando sostiene che l’epidemia dal punto di vista clinico è assolutamente sotto controllo: è sotto controllo perché provvedimenti restrittivi e di buon senso hanno dato i loro effetti in maniera addirittura insperata.

Per questo mi lascia perplesso che alcuni politici, per motivi elettorali o privati, antepongano i loro interessi a quelli generali. Per esempio, vedere un video della senatrice Daniela Santanché di Fratelli d’Italia che balla in pista senza mascherina invitando i ragazzi a fare altrettanto e a ribellarsi ai divieti, mi lascia perplesso. Parla da proprietaria di discoteca che deve salvare il fatturato della sua azienda o da senatrice che dovrebbe avere a cuore i giovani italiani che rischiano una brutta malattia? Sa, la senatrice, che l’ospedale più vicino al suo locale ha saturato in queste ore i posti di terapia pre-intensiva, soprattutto e purtroppo con ragazzi colpiti dal virus?

Io credo che tra l’allarmismo esasperato (e interessato) del governo e il negazionismo (interessato) delle categorie ci debba essere una sana via di mezzo: sì a vivere liberi, sì a facilitare le imprese là dove possibile, no a dare il via libera ad atteggiamenti e dinamiche irresponsabili quali sono per esempio gli assembramenti non indispensabili. Sarebbe paradossale, e folle, riaprire appieno le discoteche e non le scuole. Balliamo sì, ma non sull’orlo di un burrone.

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