Borse di studio e fondo per sostenere le iscrizioni negli atenei: tutti i finanziamenti per l’università nel decreto

ROMA – In serata, come già avvenuto per la scuola, anche università e ricerca hanno visto crescere i finanziamenti decisi dal governo. I 330 milioni entrati nel Decreto rilancio dalla giornata di domenica, sono diventati 1.400 milioni con l’intervento del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e l’apertura a 5.600 posti da ricercatore, 4.000 in più di quelli già entrati nel Decreto Milleproroghe approvato lo scorso 3 marzo. 

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“Il presidente Conte ha mostrato una sensibilità unica verso il mondo dell’Università e della Ricerca, che oggi più che mai va sostenuto alla luce della battaglia che stiamo conducendo contro il Covid 19”, ha detto Gaetano Manfredi, ministro di riferimento: “Il governo sta lavorando per inserire nel decreto una cifra pari a un miliardo e 400 milioni di euro”. Le risorse utili – ha spiegato Manfredi – serviranno per ridurre le tasse e aumentare le borse di studio per gli studenti, assegnare altri quattromila posti da ricercatore, investire su un grande programma di ricerca nazionale, che rappresenta una grande opportunità per i nostri talenti, in Italia e all’estero, pronti a dare un contributo alla ripartenza del Paese. Il premier ha accolto la mia proposta e l’ha promossa con il ministro Gualtieri, che si sta spendendo per investire sull’Università e la Ricerca risorse finora impensabili”.

Fino alle 22 di ieri sera il Decreto rilancio – alla voce università e ricerca – prevedeva finanziamenti per 330 milioni, in linea con quanto annunciato da Manfredi a Repubblica.

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Nel dettaglio, e al netto delle dichiarazioni di tarda sera del ministro, il decreto ha aumentato il Fondo di finanziamento universitario (oggi pari a 7,62 miliardi di euro) di 170 milioni per l’anno 2020. Questo per distribuire più risorse agli atenei e consentire a un ampio numero di iscritti di non versare, o pagare parzialmente, il contributo annuale. Dal 2013, tenendo ferme queste cifre, il Fondo è cresciuto del 16,3 per cento.

Il primo intervento sulle borse di studio per gli universitari meritevoli e privi di mezzi prevedeva una crescita di 40 milioni. Potranno servire, finanziamenti aggiuntivi, a sostenere coloro che portano una dichiarazione familiare Isee alta, sopra i requisiti richiesti, ma possono dimostrare di essere stati danneggiati dall’epidemia recessiva.

Ancora, ci sono 70 milioni di euro in più per il sistema di Alta formazione artistica e musicale (Afam): saranno stanziati per consentire l’acceso a banche dati e piattaforme necessarie per la ricerca o la didattica a distanza. Per gli appalti collegati si potranno utilizzare, “in via eccezionale”, procedure negoziate senza pubblicazione del bando. Il finanziamento è teso a ridurre la distanza per chi ha avuto difficoltà a seguire, in questi mesi, le lezioni erogate in remoto.

I dottorandi iscritti all’ultimo anno del ciclo post-universitari e titolari di borse di studio possono presentare richieste di proroga della fine del corso “non superiori ai due mesi”. Il termine per l’assegnazione della borsa è spostato al 20 novembre prossimo e su questa partita ci sono 20 milioni in più. Anche gli assegni di ricerca in vita al 9 marzo “possono essere prorogati per il periodo corrispondente all’eventuale sospensione” dovuta al Covid-19.

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Sono spostate al 2023 le sanzioni per i dipartimenti che hanno sforato il budget assegnato dal Sistema universitario. Per gli enti di ricerca che, sulla base di classifiche internazionali, hanno accesso al finanziamento per il progetto scelto, il governo – in deroga – ha deciso l’anticipo di cinque mesi nella consegna dell’assegno (non serve più aspettare la nomina dell’esperto tecnico-scientifico).

In un primo tempo il rafforzamento delle Borse di studio degli specializzandi di Medicina e Chirurgia, finanziato in gran parte dal ministero della Sanità e in quota minore dal dicastero dell’Università, era di 95 milioni per gli anni 2020 e 2021 e 98,8 milioni per i restanti 2022, 2023 e 2024. La platea dei beneficiari in questo modo sarebbe passata a tremilaottocento in più.

A proposito degli esami di accesso alle scuole di specailizzazione di Medicina e Chirurgia, interrotti dal lockdown, il Decreto rilancio consegna al ministro dell’Università la possibilità di riformularli eliminando, per esempio, una prova. Gli atenei che, per le loro scuole di specializzazione, non hanno ottenuto l’accreditamento per l’Anno accademico 2018-2019, o l’hanno ottenuto in via provvisoria, possono tornare a chiederlo.

In serata l’annuncio di Manfredi che, si presume, irrobustirà diverse voci di questo schema di finanziamento.



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