Borse positive sulla distensione tra Usa e Cina. L’Italia aspetta le pagelle delle agenzie di rating

MILANO – Ore 12:00. Intonazione positiva sui mercati azionari per l’allentamento delle tensioni tra Cina e Usa. I listini europei aprono in rialzo e positivi sono anche i future sugli scambi americani, dopo la seduta al rialzo in Asia. Milano torna a salire dello 0,45% dopo un momentaneo ritorno sulla parità, con Leonardo in evidenza dopo i conti mentre le banche tornano a soffrire. A Piazza Affari si registrano le parole del numero uno dell’Eni, Claudio Descalzi, in assemblea: “Stiamo vivendo il periodo più complesso degli ultimi settant’anni – dice l’ad – ma in questi anni abbiamo costruito una società più forte”.

Più convinte le altre Borse europee: mentre Londra è chiusa per festività, Francoforte sale dello 0,8% in linea con Parigi. Lo spread scende in mattinata sotto 240 punti base con il rendimento del decennale tricolore che scivola sotto l’1,9 per cento.  

A far respirare gli investitori, dopo le accuse di Washington sulla genesi della pandemia, è quanto emerso da Pechino. Il ministero del Commercio ha fatto sapere che i rappresentanti commerciali cinesi e statunitensi hanno concordato di “creare favorevoli condizioni” per l’accordo commerciale di Fase uno, firmato a gennaio, nonostante le recenti tensioni sulla pandemia di coronavirus. Il vice premier Liu He, che aveva guidato i negoziati per conto della Cina, in mattinata ha telefonato al rappresentante commerciale statunitense, Robert Lighthizer e al segretario al Tesoro Steven Mnuchin. “Entrambe le parti hanno affermato che dovrebbero rafforzare la cooperazione macroeconomica e sulla sanità pubblica, sforzandosi di creare un’atmosfera e condizioni favorevoli per l’attuazione dell’accordo economico-commerciale di Fase uno tra Cina e Stati Uniti, promuovendo risultati positivi”, si legge nel comunicato diramato da Pechino.

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Distensione che riporta l’appetito verso il rischio da parte sui mercati, fin dalla seduta asiatica: Tokyo termina in rialzo del 2,56%, Seul dell’1%, Hong Kong dell’1% e Shanghai dello 0,8%. In Italia si attendono i giudizi sul rating da parte di Moody’s e Dbrs, che arriveranno dopo l’Eurogruppo del pomeriggio, mentre l’attenzione internazionale va sul rapporto del lavoro americano dopo il boom delle ultime settimane delle richieste di sussidi. Ieri sera, Wall Street ha segnato una seduta positiva (Dow +0,89%) con il Nasdaq (+1,41%) capace di recuperare tutte le perdite del 2020 che erano arrivate al -24%, sulla spinta dei colossi tecnologici che hanno addirittura beneficiato della pandemia e della digitalizzazione delle nostre vite.

L’euro apre poco mosso sopra 1,08 dollari e lo yuan sale per la distensione tra superpotenze. La moneta europea passa di mano a 1.0843 e 115,39 yen. Avanza dollaro/yen a 106,46. Lo yuan onshore avanza dello 0,14% a 7,0750 sul biglietto verde, mentre lo yuan offshore si rafforza dello 0,1% a 7,0853.

Anche sul fronte delle commodity si fa sentire un recupero del prezzo del petrolio: il barile in rialzo per l’allentamento delle tensioni tra Cina e Usa e per l’aspettativa di un aumento della domanda, con la fine dei lockdown. Sul circuito elettronico i future sul Light crude Wti avanzano del 2,5% a 24,12 dollari e quelli sul Brent crescono dell’1,22% a 29,82 dollari al barile. Il prezzo dell’oro è stabile al top da 2 settimane. Lo spot gold si attesta a 1.715 dollari l’oncia.



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