Brexit: Ue minaccia Londra di azioni legali se ci sarà il varo del ddl

La Commissione europea avverte il Regno Unito che potrebbe “ricorrere ad azioni legali” se entro fine mese il governo Johnson non ritira un ddl che rimette in discussione alcuni impegni sulla Brexit, dopo un incontro urgente tra il ministro di Stato Michael Gove ed il vicepresidente della Commissione Ue, Maros Sefcovic. 

La Commissione europea ha concesso al Regno Unito fino alla fine del mese per ritirare un disegno di legge che rimette in discussione alcuni impegni sulla Brexit. Presentando questo progetto di legge”, Londra ha “seriamente danneggiato la fiducia tra l’Ue e il Regno Unito. Spetta ora al governo britannico ristabilire quella fiducia”. Così il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic che ha ricordato al governo del Regno Unito che l’accordo di recesso contiene una serie di meccanismi e rimedi legali per affrontare le violazioni degli obblighi legali contenuti nel testo, che l’Unione europea non sarà timida nell’utilizzare. Il vicepresidente Sefcovic ha dichiarato, senza mezzi termini, che la tempestiva e piena attuazione dell’accordo di recesso, compreso il protocollo sull’Irlanda/Irlanda del Nord, che il primo ministro Boris Johnson e il suo governo hanno concordato e che le Camere del Parlamento del Regno Unito hanno ratificato , meno di un anno fa, “è un obbligo legale”. L’Unione europea si aspetta che la lettera e lo spirito del presente accordo siano “pienamente rispettati”. La violazione dei termini dell’accordo di recesso violerebbe il diritto internazionale, minerebbe la fiducia e metterebbe a rischio i futuri negoziati sulle relazioni in corso.

Londra difende il progetto di legge sostenendo che il suo Parlamento “è sovrano in materia di leggi nazionali” e che se sarà varato “non agirà in modo incostituzionale”, in base al diritto di “precedenza” della legislazione nazionale “sull’Accordo di Recesso”.

   


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