Briatore e il focolaio Billionaire “Io ho chiuso, gli altri ballano”

Positivi sei dipendenti, gli altri 50 in quarantena. L’imprenditore contro il sindaco: “Nei locali feste con danze sui tavoli, ho i filmati”

«Abbiamo le prove che ieri ballavano tutti sui tavoli. Il sindaco di Arzachena non fa rispettare nemmeno i decreti del governo. Ha atteso che il Billionaire chiudesse e poi via festa come mai». È apparso così, in un video pubblicato su Instagram nel suo profilo, il patron del Billionaire, Flavio Briatore. Nel suo locale sono stati trovati sei dipendenti positivi e immediatamente per una cinquantina di loro è scattata la quarantena. Tutti asintomatici, si sono messi in isolamento fiduciario. Il locale era stato chiuso, anticipatamente, il 18 agosto scorso, in seguito alla polemica tra Flavio Briatore e il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, dopo che il primo cittadino aveva emesso un’ordinanza che limita la musica fino a mezzanotte. Si spegne. Si fa silenzio. Come se il virus perdesse la scarpetta e tornasse a casa. «Impossibile lavorare e offrire il servizio richiesto dai nostri clienti», aveva detto Briatore. «Non voglio più confrontarmi con gente maleducata – ha risposto ieri al video il sindaco Ragnedda – se vuole andare dagli avvocati che ci vada pure. Poteva impugnare l’ordinanza!».

Dopo il Billionaire intanto hanno chiuso quasi tutti i locali della Costa Smeralda. Difficile risalire al turista zero. Forse il virus è stato trasmesso da uno dei clienti e passato poi per i pr, gli addetti ai tavoli, il personale. «Da noi le norme sono state rispettate totalmente – fanno sapere i responsabili della gestione del Billionaire – mascherine e distanze di sicurezza». Il problema non sembrerebbe essere all’interno dei locali ma fuori, dove nessuno controlla e la gente, e soprattutto i giovani, si raggruppano in spiaggia al mare alle feste private ovunque. Basta andare a farsi un giro tra la movida notturna e non, per capire come la gente al mare percepisce (o meglio non percepisce) lo spettro del virus.

Anche Maurizio Pasca, il presidente del sindacato dei gestori dei locali Silb Fipe (Associazione italiana imprese di intrattenimento di ballo e di spettacolo) che aveva impugnato l’ordinanza del governo che vietava il ballo, aveva lamentato la presenza di feste private e rave party incontrollati da Nord a Sud. Il Tar del Lazio poi ha respinto il ricorso facendo prevalere l’interesse della salute pubblica all’interesse privato.

Marcello Acciaro, responsabile dell’unità di crisi regionale che sta gestendo i casi di Covid nel Nord della Sardegna, dice: «Nessuna delle persone risultate positive al Covid è in terapia intensiva. Non c’è nessuna emergenza sanitaria». «Non siamo un’isola di untori – ha detto il governatore della Sardegna Christian Solinas -, ci sono più casi perché circolano più persone e il governo non ha messo in campo i giusti controlli. La Sardegna ha avuto la più bassa circolazione virale d’Italia e nonostante i contagi d’importazione, continua a non essere tra le prime otto regioni con Rt superiore a 1. Sarebbe un attacco frontale al sistema economico-produttivo e alla reputazione turistica».

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