Casasco: “Niente mascherine per chi fa jogging o va in bici, ma è indispensabile la distanza”

“Si deve distinguere l’utilizzo delle mascherine nei luoghi di lavoro dalle indicazioni proprie per chi fa attività fisica individuale. Se si fa jogging in un parco o si va in bicicletta, si deve fare molta attenzione al distanziamento interpersonale, ma le mascherine, se non vi sono obblighi di legge, non sono indispensabili”. Parole di Maurizio Casasco, presidente della Federazione italiana di medicina dello sport (Fmsi) a una settimana dalla ripresa delle attività della così detta Fase 2.

“In un momento tanto delicato – spiega il dottor Casasco – non bisogna certo dimenticare i presupposti fisiologici base dell’esercizio fisico: svolgere attività motoria con la mascherina può complicare gli scambi gassosi a livello polmonare e determinare una alterazione della massima capacità di esercizio fino al 10/15%. Le mascherine possono comportare, con differenza l’una dall’altra a seconda dello strato filtrante, un aumento della resistenza inspiratoria/espiratoria al quale può seguire un maggior lavoro respiratorio, fatica precoce e sensazione di fiato corto (dispnea respiratoria). In questo senso gli atleti e in generale tutti coloro che praticano attività fisica, oltre a rispettare le indicazioni della Cts, Commissione Tecnico Scientifica, devono dare seguito a comportamenti di buon senso. Un esempio su tutti quindi: correre e andare in bicicletta mantenendo una distanza significativa tra individui ed ancora maggiore in bicicletta, così come prevista dai protocolli.”

Una buona prassi sarebbe individuare nei parchi e nei percorsi fitness e ciclabili sensi unici di marcia come si sta organizzando in alcuni Comuni e come è stato ad esempio già organizzato in tal senso a Central Park a New York. Va da sé di evitare assembramenti in città e nei parchi dove l’attività fisica individuale non deve essere occasione di incontro o di socializzazione. Sono chiarimenti importanti. Insomma, con un po’ di attenzione si può riprendere a fare sport da lunedì 18 maggio.

Malagò: “Priorità è tenere in vita associazioni sportive di base”

“Dal dopoguerra ad oggi tutto lo sport è rimasto sulle spalle delle associazioni sportive di base. Il corpo di queste associazioni oggi è molto ferito ed aggravato, oggi bisogna tenere in vita queste associazioni”. È l’appello del presidente del Coni Giovanni Malagò, intervenendo in diretta Facebook al dibattito ‘Sport: ripartiamo dalla base’ moderato dalla deputata Pd Patrizia Prestipino. “Se si mettessero da parte interessi personali, anche di qualche partito, credo sia un bene per chi fa sport. L’alto livello non si può separare dallo sport di base”, prosegue Malagò, auspicando che una svolta possa arrivare dai decreti delega sulla legge sullo sport: “Il ministro Spadafora ci ha garantito che arriveranno entro il mese di luglio – prosegue il capo dello sport italiano – Così una volta per tutte si fa chiarezza su chi fa qualcosa e chi lo deve fare”. Ma dopo uno stop “di tre mesi”, prosegue, “la priorità è la sopravvivenza delle associazioni sportive. Io dico: ripartiamo dalla base, perché questo straordinario impedimento all’associazionismo sportivo creerà diversi feriti se non qualcosa di più”. “Siamo l’unico paese occidentale civile al mondo che ha costruito un sistema sportivo fondato sulle associazioni sportive dilettantistiche. Qualcuna di queste, grazie a Dio sono tante, lavorano all’interno di un plesso scolastico. Nella scuola non si fa sport o si fa in modo marginale. La scuola da tempo richiede che ci sia una professionalità del corpo docente su questa materia”.

Bonus collaboratori sportivi, già arrivate 131.077 domande…

Per il bonus di 600 euro dedicato ai collaboratori sportivi, alla scadenza del 30 aprile “hanno presentato regolare domanda 131.077 persone ed era evidente che il primo fondo da 50 milioni di euro messo a disposizione dal Governo non saremmo riusciti a pagare tutti. A oggi in 63.192 hanno già i soldi per il mese di marzo sul proprio conto, anche se dire ‘già’ è forse un’esagerazione perché purtroppo abbiamo impiegato diverse settimane e mi scuso per chi lo riceverà in ritardo ma recupereremo il tempo perso. Ieri il cda di Sport e Salute ha deliberato altri 12.355 bonifici e mancano all’appello 7.786 domande per cui c’è un’istruttoria in corso”. Così il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, in un video-aggiornamento sulla sua pagina Facebook sull’erogazione del bonus per i collaboratori sportivi. “Restavano dunque fuori 47.744 persone: oggi o domani avremo un Consiglio dei ministri per approvare un decreto con nuove misure e metteremo tutte le risorse necessarie per saldare tutti. In più- aggiunge Spadafora- ci saranno le risorse anche per i bonus di aprile e maggio, che saranno ricevuti automaticamente senza fare alcuna ulteriore domanda, quindi 1.200 euro per i due mesi. Penso che occorreranno circa 10 giorni, perché il ministero dell’Economia deve prima trasferire i soldi a Sport e Salute. In più, stiamo mettendo altre risorse per una finestra che consenta a chi non ha presentato la domanda a marzo di potersi iscrivere”. Il ministro conclude dicendosi consapevole che “1.800 euro per tre mesi non risolvono i problemi, ma avremo ben altre misure nel decreto che finalmente rispondono a tutte le esigenze e che saranno sicuramente operative”.

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