Cauti rialzi in Borsa con il rimbalzo a sorpresa dell’export cinese. Crolla l’industria tedesca

MILANO – Il rimbalzo a sorpresa dell’export cinese nel mese di aprile dà una piccola spinta alle Borse europee, che a giudicare dai future dovrebbero aprire in positivo. Rialzi che si profilano anche su Wall Street, mentre le Piazze asiatiche hanno trattato poco ispirate con il ritorno agli scambi di Tokyo.

La Borsa nipponica, dopo tre giorni di festività riapre e sale dello 0,14%, mentre Hong Kong cede lo 0,76%, Shanghai lo 0,25% e Seul avanza dello 0,08%.

Sia dal fronte macroeconomico che dalle trimestrali societarie arrivano indicazioni sempre più concrete degli effetti della pandemia sull’economia. In Germania, ad esempio, la produzione industriale a marzo ha subito un calo del 9,2% rispetto al mese precedente. Un dato peggiore delle stime degli analisti che prevedevano un -7,4%. La Banca d’Inghilterra (BoE) prevede una riduzione del 14% del Prodotto interno lordo del Regno Unito quest’anno a causa dello shock economico causato dalla pandemia di coronavirus e ha deciso pertanto di mantenere i tassi di interesse allo 0,1%.

I conti aziendali mostrano per esempio le difficoltà di banche e industria automotive, mentre le compagnie online e il pharma tengono botta. “Siamo preoccupati per i potenziali effetti a lungo termine della pandemia sulla crescita”, ha annotato Ron Temple di Lazard Asset Management, a Bloomberg. “Stati e aziende usciranno dalla crisi con debiti molto più elevati che metteranno a rischio la loro capacità di investire e innovare”.

L’euro apre stabile sotto quota 1,08 dollari e avanza lo yen, per la scarsa propensione al rischio degli investitori. La moneta europea passa di mano a 1,0796 dollari e a 114,72. Dollaro/yen vicino ai minimi da 7 settimane a 106,28. Oltre ai dati cinesi, si attende la produzione industriale anche in Francia. A seguire, l’istat sulle vendite al dettaglio e l’andamento dell’economia in Italia, mengre dagli Usa arrivano i sussidi alla disoccupazione e il costo unitario del lavoro.
 

Cina e petrolio in recupero

La Cina ha registrato ad aprile un surplus commerciale di 45,34 miliardi di dollari, più che doppio sui 19,93 miliardi di marzo e ben oltre i 6-10 miliardi attesi a vario titolo dagli analisti. Secondo i dati diffusi dalle Dogane cinesi, che fotografano gli effetti sull’economia della pandemia del Covid-19, l’export è cresciuto a sorpresa del 3,5% annuo a fronte del -6,6% di marzo e del -12,1% stimato dai mercati. L’import ha accusato un crollo del 14,2% annuo contro il -0,9% di marzo e il -12,4% stimato dai mercati. Qualche spiraglio si legge anche nei dati sul settore dei servizi cinese, che migliora ad aprile ma per il terzo mese consecutivo resta in contrazione: l’indice Pmi calcolato da Caixin per il settore non manifatturiero si attesta a 44,,4 punti, contro i 43 punti a marzo e dopo il minimo record di 26,5 punti registrato a febbraio. L’indice continua a migliorare ma resta sotto la soglia dei 50 punti, che separa le fasi di espansine da quelle di contrazione, frenato dalle chiusure di alberghi, viaggi e ristoranti dovute all’epidemia di Covid-19.

A spingere i mercati c’è anche il nuovo recupero del prezzo del petrolio, che beneficia di uno scenario di uscita dalla crisi da parte della Cina più rapida delle aspettative: sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano dello 0,75% a 24,16 dollari e quelli sul Brent dello 0,54% a 29,88 dollari. Resta comunque uno scenario di forte eccesso delle forniture di greggio: ieri le scorte settimanali Usa sono salite di 4,6 milioni di barili, a fronte di un atteso rialzo di 7 milioni di barili.



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