Cervia. Aggressione a Francesca alla stazione. Il punto di vista della nostra lettrice Alice Lucchi

Riceviamo e pubblichiamo

Ho appreso questa notizia ieri in tarda serata, e mi sono interrogata fino ad ora se scrivere qualcosa a riguardo, dato il clima che stiamo vivendo dove le notizie vengono usate quasi sempre in modo strumentale e per avvalorare le proprie teorie di fondo. Fino all’ orrida escalation di queste settimane dove ogni episodio di stupro a seconda della nazionalità o dell’ etnia di chi lo compie viene impugnato per i propri squallidi fini propagandistici, dall’ una e dall’ altra parte. Chi sbandiera il suo ” ecco un altro stupro da parte di un immigrato ” e chi il suo ” anche gli italiani fanno queste cose !”. Premetto che questo teatrino e ‘ eticamente disgustoso dal punto di vista umano perché dimentica le vittime spesso calpestandone la dignità una seconda volta, ma anche dal punto di vista giornalistico trovo molto scadente questo perenne mettere a “confronto” i vari episodi di cronaca come fosse una virtuale partita dove vince chi riesce a dimostrare se prevalgono i mostri italiani o immigrati. Detto ciò, ieri sera a Cervia presso la stazione alle ore 19 una ragazza e ‘ stata aggredita barbaramente da tre individui di colore ( riporto questo dettaglio solo per dovere di cronaca). In seguito a questa aggressione compiuta presumibilmente ai fini di derubarla, la ragazza ha riportato lesioni ed e ‘ ovviamente stata portata all’ ospedale. Questo episodio mi ha profondamente toccato perché Cervia e ‘ la mia città , e ho ripensato a tutte le volte in cui io stessa mi sono trovata da sola alla stazione, anche in orari più tardi delle 19 di sera e Il solo immaginare la paura e il terrore che può aver provato questa ragazza durante L’ aggressione mi fa gelare il sangue. In oltre la vittima di questa violenza e ‘ la fidanzata di un mio caro amico, a cui ho chiesto L’ autorizzazione prima di mettermi a scrivere questo post di poter fare il suo nome . Esprimo quindi Tutta la mia solidarietà alla compagna di Alessandro Placucci e a lui ovviamente che è ancora molto scosso da quanto accaduto. Insieme abbiamo convenuto per ora di non divulgare il nome della vittima, per un fatto di delicatezza e sensibilità che penso in questi casi non debbano mai mancare . Però penso che tacere quando avvengono queste cose sia sinonimo di omerta’. Perché ieri non si è fatta violenza solo alla ragazza, ma anche a Cervia nel suo essere città aperta, ospitale, accogliente nei confronti di tutti e dove tutti si sentono a casa. Ma ” casa” e ‘ quel posto dove ci si sente protetti, non dove alle 7 di sera si deve aver paura di andare a prendere un treno. La sicurezza non è un tema derubricabile ad altre presunte priorità ( come qualche benaltrista vorrebbe sostenere ) ma è il presupposto della convivenza civile, senza sicurezza siamo perennemente vittime di paure che limitano la nostra libertà anche nei suoi risvolti apparentemente più scontati o insignificanti. Per questo di fronte ad atti così barbari non si deve tacere ma essere compatti nel difendere la libertà di non dover vivere nella paura. Perché nessuna donna dovrebbe avere paura di dover prendere un treno. Nessuna donna dovrebbe girare per strada tremando al pensiero di poter essere aggredita in qualsiasi momento.

Alice Lucchi, cittadina di Cervia