CERVIA. PD: da domani inizieranno i congressi nei 9 circoli del Partito Democratico cervese

 

la Proposta Programmatica per Mirko Boschetti segretario del Partito Democratico dell’Unione Comunale di Cervia.

Quando ormai un anno e mezzo fa esplose la pandemia, mi trovavo a Bruxelles alla conclusione di uno stage presso le istituzioni europee. Vedevo da lontano il nostro Paese legiferare su lockdown sempre più duri. Le immagini provenienti dall’Italia erano drammatiche: ospedali talmente colmi da dover costringere i medici all’orribile pratica del triage, personale ospedaliero che rischiava la vita ogni giorno, le bare di Bergamo portate via dai camion dell’esercito. Presto l’emergenza diventò globale.
Le nostre vite sono costantemente attraversate da cambiamenti. Per la prima volta dopo le guerre mondiali tutto il mondo ha vissuto una storia simile: chiusure più o meno pesanti, campagne vaccinali, ondate di varianti Covid-19, politiche sanitarie simili o diverse hanno coinvolto cittadini nati in ogni punto del globo.
Sarebbe però errato considerare la pandemia come una livella che ha azzerato tutte le differenze. Le diseguaglianze, semmai, sono aumentate o si son fatte più precise ed evidenti: basta pensare a chi con un capitale alle spalle si è sentito tutelato in questo periodo e a chi vedeva il proprio lavoro franare; basta riflettere su chi ha passato i momenti della pandemia in completa solitudine, o chi aveva con sé tutta la famiglia e l’affetto dei propri cari; basta considerare chi (soprattutto di genere femminile) non ha mai smesso di lavorare ed in modalità smart working si è trovato a gestire lavoro, famiglia e casa in contemporanea o a chi non ha vissuto queste esperienze.
In questo scenario i governi si sono mossi con enormi risorse. Si è utilizzata la cosiddetta “politica dei bonus” per aiutare aziende e cittadini. Nella fretta non tutto è andato al meglio, ma si è nel breve periodo cercato di limitare gli effetti nefasti di una crisi globale. L’onda lunga del 2020 non si è interrotta ma è rimasta sospesa grazie anche a quel moto di fiducia che ha portato il PNRR e una politica europea quanto mai così attiva.
Anche Cervia ha vissuto momenti di forte difficoltà. La macchina amministrativa è stata coinvolta a pieno dalla pandemia. Le risorse sono state indirizzate principalmente sul sociale. Le ordinarie manutenzioni e gli interventi fondamentali dal punto di vista programmatico sono stati sospesi in attesa di tempi migliori. La sanità ha assunto un fondamentale ruolo: c’è una assoluta necessità di capillarità, con una popolazione che invecchia sempre di più e ospedali che negli anni sono stati depotenziati. In questo contesto abbiamo visto un’importante opportunità nel documento sanità approvato qualche settimana fa dal consiglio comunale. La politica anche su questo tema deve comprendere la paura e le angosce dei cittadini facendo sentire forte la sua presenza e condotta.
Il Partito Democratico cervese in questo periodo non ha mai smesso di lavorare per la propria comunità. Si è informatizzato, tamponando una situazione di allontanamento forzato. Questi metodi hanno sul breve periodo consentito di proseguire un’attività di informazione e politica anche standosene nella propria camera da letto, ma non sono arrivati a tutti. In assenza di fisicità, la partecipazione è crollata, sia come numeri, sia come qualità ed idee.
Parallelamente negli ultimi due anni a Cervia ci sono stati fattori interni che hanno portato tante persone che in passato hanno fortemente contribuito al bene della nostra comunità a mollare o a sentirsi mollate. Credo sia in parte sbagliato ed in parte inutile indicare colpe o sottolineare mancanze. Come un incorreggibile ottimista, sono però convinto che nulla sia irreparabile e che soprattutto le fratture non politiche ma personali siano portate a riassettarsi con impegno, sincerità, ascolto e con un cambio profondo di metodo.
Esistono inoltre fratture politiche, ben più persistenti e forti, su cui inviterei ad una profonda riflessione. Dieci anni fa quando iniziai il mio impegno politico ero tra i più giovani iscritti al PD di Cervia. Ero mosso da una profonda riconoscenza verso la mia famiglia e i miei nonni che da militanti di lungo corso mi avevano trasmesso la passione politica. Morto mio nonno materno, ho sentito un vuoto che mi ha spinto da 16-17enne ad impegnarmi maggiormente per la mia comunità, ed iniziai così a partecipare dal basso alla vita politica sul territorio. Dopo 10 anni, dopo essermi diplomato e laureato, dopo avere vissuto in diverse metropoli da Milano a Bruxelles, dopo varie esperienze lavorative ed affettive, ho ripreso l’attività politica a Cervia e mi ritrovo nuovamente ad essere tra i più giovani iscritti.
C’è una generazione che non riusciamo ad intercettare. Questo mi preoccupa enormemente, perché a fronte delle nostre pecche nazionali e non, anche altrove i Partiti sono quasi sempre incapaci di attrarre una generazione: la mia. Come effetto domino, una bassa presenza di giovani in politica spesso fa sparire le tematiche giovanili dalle agende politiche, impoverendole, e soprattutto recando un grave danno a chi nel futuro vedrà diseguaglianze sempre più forti e difficoltà mai viste prima.
C’è un altro tema su cui chiederei alla mia comunità di riflettere: il tema della solitudine. La precarietà lavorativa, la precarietà degli affetti, la precarietà sociale ed abitativa, la mancanza di punti di riferimento, rischiano di creare una massa ingente di persone che si sentono sole. Già ora iniziamo a leggere sporadiche situazioni di anziani che purtroppo se ne vanno soli ed abbandonati nei propri appartamenti. Spesso queste realtà emergono solo nel momento più drammatico che è, appunto, la morte. Ma non si manifestano nel momento precedente. I fattori citati poc’anzi rischiano di aumentare questi fenomeni costringendo le istituzioni ad intervenire con politiche urbanistiche e di welfare appropriate. Per questo il tema della sanità forte e attiva, diffusa e capillare, assume ed assumerà un ruolo importante. Ma anche il tema del volontariato e del sociale che, nelle piccole realtà come la nostra, dovrà essere costantemente di conforto e aiuto a chiunque ne abbia la necessità.
Come comunità politica dobbiamo rilanciare i nostri temi forti e identitari. Ne cito tre che ritengo particolarmente importanti:
–Il lavoro, innanzitutto, in tutte le sue forme e sfaccettature. Cervia ha un forte interesse per il turismo balneare, che occupa la gran parte della popolazione. Negli ultimi anni abbiamo beneficiato della paura di recarsi all’estero e delle restrizioni, ma questa situazione rischia di non durare a lungo e occorrerà intervenire con misure sempre più adatte a potenziare il comparto turistico cervese. E’ giusto però tenere uno sguardo ampio, a cominciare dalle migliaia di cittadini
che sono impiegati nelle nostre aree artigianali e nelle piccole imprese passando ai lavoratori del settore dell’agricoltura, senza dimenticare i tanti impiegati nel commercio, categoria che ormai da diversi anni sta attraversando una crisi profonda. Nella prospettiva di una Cervia sempre più unita e solidale occorre affrontare, qualora si manifestino, le difficoltà e le ingiustizie nella consapevolezza che i lavoratori possano trovare nella nostra casa politica un punto di riferimento.
Sta emergendo anche una questione abitativa a Cervia. Seppure negli ultimi anni ha vissuto importanti urbanizzazioni facendo ripartire il mercato immobiliare, il prezzo delle case, sia da affittare che da vendere, è diventato via via più alto. Questo a mio avviso contribuisce a rendere Cervia una città parzialmente inaccessibile dal punto di vista immobiliare soprattutto per i più giovani, e rischia di trasformare alcune località in “destinazioni solo per seconde case” con tutti gli effetti che ne derivano (prima tra tutti, in restringimento demografico). Come Partito Democratico abbiamo il dovere di porre attenzione al tema, cercando insieme all’amministrazione di trovare possibili soluzioni socio-residenziali.
Negli ultimi tempi si sta facendo pressante la questione ambientale. Si parla spesso di “punto di non ritorno” ed anche da noi abbiamo vissuto fenomeni, come la famosa tromba d’aria del 2019, di portata quasi unica. A fronte di importanti impegni che coinvolgono livelli ben più alti del nostro, anche Cervia, che è una delle località più verdi della riviera, deve contribuire ad un attento rispetto dell’ambiente, puntando su “piccoli-grandi temi” come la plastic-free, potenziando i parcheggi scambiatori e quindi la mobilità sostenibile.
A questi temi necessariamente dovremmo aggiungerne tanti altri, sia politici sia amministrativi, e sarà nostra abilità saper gestire tutti i fronti rafforzando il nostro ruolo di casa politica presente e veramente rappresentativa.
C’è sempre più necessità di andare ad intercettare il singolo cittadino nell’ascolto, nella nostra azione e nella nostra proposta. Ma allo stesso tempo come Partito occorre prediligere il dialogo ed il confronto con il mondo delle associazioni, delle rappresentanze, dei sindacati. Da un indebolimento di questo rapporto non può che derivare un indebolimento dei corpi intermedi con conseguente irrigidimento della crisi di rappresentanza e, quindi, maggiori difficoltà soprattutto per chi, nella tutela e nella rappresentanza, può trovare aiuto sul lavoro e nella relazione con la società.
Nel campo delle rappresentanze, bisognerà tessere relazioni anche con quei gruppi che quotidianamente si spendono per migliorare la propria comunità su determinati argomenti, dai diritti civili a quelli ambientali, che coinvolgono spesso tantissimi giovani e giovanissimi anche nella nostra realtà.
Credo nella funzione del Partito anche come tramite serio tra il cittadino e le istituzioni. A fronte di una problematica il cittadino che si riconosce nei nostri valori può trovare in noi un punto di ascolto, di comprensione, di condivisione. Ma anche di azione, tramite i nostri gruppi consiliari, i nostri assessori e in costante rapporto con la maggioranza ed il sindaco. Allo stesso tempo dobbiamo riflettere su metodi di coinvolgimento sempre più precisi ed efficaci perché spesso il cittadino non lo riusciamo proprio ad intercettare, e lui non sa come cercarci. Abbiamo un bene prezioso che sono i circoli. Con l’aiuto di questi dobbiamo tornare ad organizzare eventi capillari su tutto il territorio. Gli eventi non devono essere visti come vetrine nelle quali esporre chissà quale politico o interlocutore, ma come occasione di formazione, di crescita culturale e politica, di avvicinamento di nuove storie e persone, di confronto e come spunti di riflessione per migliorarci nella nostra attività quotidiana. E anche come occasione di affrontare una determinata problematica: alcune questioni si riproducono similmente in tutto il territorio, ma ci sono certe questioni che sono uniche, in quanto le nostre realtà del forese e della costa sono peculiari, e, grazie alla nostra presenza territoriale, abbiamo il dovere di saperle captare, raccontare e contribuire a risolverle.
Tra gli eventi più importanti, per la sua portata culturale e per il beneficio a livello di comunità, sottolineerei anche la festa de l’unità, sospesa anch’essa per via della pandemia. Deve ripartire a livello comunale, con l’aiuto di tutti, il contributo di più persone possibili anche a livello cervese. Le feste fanno parte della nostra Storia politica ma anche della nostra Storia di romagnoli. Tanti cittadini infatti, a prescindere dal proprio collocamento politico, trovano nelle feste un luogo di divertimento, di calore, di crescita culturale e sociale.
Gli organi del Partito Democratico devono essere rafforzati e resi proattivi. L’Assemblea e la Direzione, nelle proprie differenze di funzione e scopo, devono con responsabilità e serietà essere coinvolte nei momenti di decisione importanti e non dovranno essere luoghi di mera ratifica delle decisioni prese altrove. Chi ne fa parte dovrà avere l’onore e l’onere di partecipare attivamente per il bene del Partito e della propria comunità.
A questi si affiancherà una Segreteria politica autorevole che con impegno aiuterà il Segretario ad affrontare i passaggi fondamentali a livello comunale, a riorganizzare la struttura partitica, a supportare i circoli e gli eletti, e, infine, a rappresentare il Partito Democratico di Cervia.
Dobbiamo sempre di più supportare i nostri gruppi consiliari e gli assessori che si riconoscono nel PD, migliorando la loro azione politica. Per farlo necessitiamo di rafforzare il rapporto, la condivisione e lo scambio di informazioni tra gli organi interni del Partito Democratico e gli eletti. Dobbiamo fare in modo che da questo rapporto si rafforzi il nesso tra proposta politica (da parte del Partito) ed attuazione (in capo agli eletti). Ma anche quello tra attuazione e corretta informazione, per cui dovremo migliorarci soprattutto nella nostra presenza sui nuovi media.
Occorrerà potenziare l’aspetto della condivisione tra amministrazione, Partito ed elettori anche in vista dell’enorme mole di finanziamenti che arriveranno su Cervia nei prossimi anni: i fondi PNRR costituiranno un’opportunità a cui Cervia non dovrà rinunciare. Da parte nostra dovrà essere massima l’attenzione e la partecipazione sulla progettualità che verrà pensata e avanzata.
Questi sono alcuni temi politici, organizzativi e valoriali su cui vorrei che si aprisse una discussione forte. A prescindere da cosa pensiate sul Partito Democratico, locale e nazionale, su di me, sui singoli punti del documento, spero che leggendo queste parole riusciate a captare la passione che vorrei ci guidasse e che riusciate a sentirvi coinvolti in questo sentimento forte. Ho sempre considerato la passione come contagiosa. Sono convinto che insieme rafforzeremo questa casa politica con sempre più gente appassionata, generosa, volenterosa, e ostinata nel voler migliorare quotidianamente la propria comunità.

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