Cervia. Storia di sesso, soldi e ricatti. A processo una giovane ex commerciante-ragazza immagine denunciata da un 37enne cervese

I fatti per cui padre e figlia, entrambi di Bagno di Romagna, sono alla sbarra presso il Tribunale di Ravenna risalgono all’estate del 2012.

Per rimpinguare le scarse entrate di un negozio di abbigliamento di Cervia, la proprietaria 30enne decise di iniziare la carriera della ”ragazza immagine” con uomini facoltosi. Il suo primo cliente, con cui ebbe anche un rapporto sessuale stante alle dichiarazioni rese agli inquirenti, fu un amico del padre: un 37enne di Cervia.

Dopo alcune uscite, dove pagò tutto la ragazza, il ”rapporto professionale” si interruppe ad un mese dal suo inizio.

A quel punto la ragazza presentò il conto, sia del suo compenso che dei soldi anticipati per entrare nei locali, consumazioni e spese varie dato che fino a quel momento l’uomo non aveva pagato nulla. A quel punto il 37enne cervese non volle pagare e da li nacquero i primi dissapori con accuse reciproche e insulti vari del tipo ”se non la smetti dico a tutti che sei una escort” e lei in replica: ”io dirò che sei un pusher ed un pappone”. Alla fine il 37enne cervese denunciò la giovane donna e lei venne rinviata a giudizio per tentata estorsione.

Della stessa accusa deve rispondere anche il padre 50enne della commessa-ragazza immagine, in quanto una volta ebbe modo di sentire la ragazza urlare al telefonino e fraintese il fatto che il mancato pagamento del 37enne cervese fosse quello relativo a vestiti venduti e non pagati, dato che la ragazza – come detto in precedenza – ebbe un negozio di vestiti a Cervia. Una volta capita la questione anche il padre iniziò a telefonare al 37enne cervese per la riscossione di quanto pattuito. Da lì la denuncia per tentata estorsione ed il seguente rinvio a giudizio.

Padre e figlia sono assistiti dall’avvocato penalista Mattea Mandara con studio a Cesena.