CERVIA. “UN FATTO GRAVE CHE NON APPARTIENE ALLA CULTURA DELLA NOSTRA CITTA”. SINDACO COFFARI SUL CASO DI DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

Dal sito del Comune di Cervia

Si invia la dichiarazione del Sindaco Luca Coffari, in merito alla vicenda di discriminazione razziale riguardante un albergatore cervese che non vuole ‘ragazzi di colore’ in sala nella sua struttura ricettiva. Il fatto si è verificato lo scorso giugno quando un giovane si è visto rifiutare un’assunzione a causa del colore della pelle. Il lavoratore residente a Milano, dopo avere inviato la copia della carta di identità necessaria a perfezionare il contratto di assunzione, per il quale c’era già un accordo, ha ricevuto un messaggio sms di diniego dell’albergatore così motivato: “Mi dispiace, ma non posso mettere ragazzi di colore in sala. Qui in Romagna la gente è molto indietro con la mentalità. Scusami, ma non posso farti venire giù”.

Dichiarazione-stampa del Sindaco Luca Coffari

E’ questo un fatto di particolare gravità che non appartiene alla cultura della nostra città e che nulla ha a che fare con la nostra realtà lavorativa e imprenditoriale, che da sempre si avvale di maestranze provenienti da ogni luogo e da ogni parte del mondo, senza mai effettuare discriminazioni di razza, etnia e di religione. La risposta data dall’albergatore al lavoratore è doppiamente grave, perché non solo inaccettabilmente discriminatoria, ma perché offensiva anche nei confronti del nostro sistema turistico-imprenditoriale, in quanto la Romagna si è sempre dimostrata una terra aperta con una mentalità e un sentire comune che vivono di integrazione, rispetto e correttezza. Purtroppo mi preme sottolineare che qui “l’unico indietro è il singolo albergatore”. Chiunque può verificare come nelle nostre attività siano integrati lavoratori italiani e stranieri ormai da anni e come la nostra comunità abbia fatto e continui a fare dell’integrazione un valore fondamentale per la crescita futura.