Champions:Nagelsmann sogna impresa,ma non è io contro Tuchel

(ANSA) – ROMA, 17 AGO – Ha fatto fuori dalla Champions colleghi del calibro di Josè
Mourinho e Diego Simeone, ma non vuole fermarsi più. Julian
Nagelsmann, 33 anni, è il ragazzo prodigio delle panchine, e
adesso sogna un altro miracolo: portare in finale di Champions
una squadra, il suo Lipsia, che appena quattro anni fa è salita
per la prima volta in Bundesliga. C’è chi ha fatto di meglio,
perché il Nottingham Forest che nel 1979 vinse la Coppa dei
Campioni appena due anni prima era nella serie B inglese, ma
quello era un calcio d’altri tempi. All’allenatore del Lipsia
basterebbe far fuori il collega che lo ha lanciato, quel Thomas
Tuchel che allena quel Paris SG, contro il quale la squadra
targata Red Bull si giocherà domani l’accesso alla finale di
Lisbona. Intanto Nagelsmann ricorda il 2008,quando mosse i primi
passi come scout per la squadra riserve dell’Augusta, guidata
proprio da Tuchel. “Le sfide contro di lui sono sempre
interessanti – dice l’allenatore del Lipsia – perché conosce a
fondo il calcio. L’ho battuto raramente, ma questa volta spero
vada diversamente. E’ chiaro che il Psg ha giocatori di qualità,
recupererà Di Maria e Mbappé dovrebbe partire titolare. Per
andare in finale, dovremo dare il massimo e giocare al top”.
    Il tecnico semifinalista più giovane nella storia della
Champions spiega poi che con Tuchel c’è stima, ma non amicizia: “Non siamo mai stati particolarmente legati, anche se in molti
lo dipingono come mio mentore -dice -. La nostra è sempre stata
una relazione molto pragmatica, ma gli sono grato per avermi
dato l’idea di diventare allenatore. Ma questa non èuna sfida
Nagelsmann-Tuchel: il calcio è uno sport di squadra, e siamo
arrivati fin qui perché abbiamo giocato straordinariamente bene.
    Ora dobbiamo ripeterci. Comunque complimenti a Tuchel, è
riuscito a togliere al Psg quel pesi”. Come si fermano Neymar e
Mbappé? “Sono due autentici top player -risponde -. Contro di
loro devi difendere da squadra, globalmente. Sarà difficile, ma
dobbiamo costringere quei due a lavorare mettendoli sotto
pressione. I miei stanno tutti bene e hanno tanta fame di
successi: contro l’Atletico sono stati grandi e ora devono
salire il prossimo gradino”. (ANSA).
   


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