Chi dà i numeri sulle vittime

Boccia Francesco è un ministro. Per chiarire il suo mandato si occupa degli Affari regionali e delle autonomie

Boccia Francesco è un ministro. Per chiarire il suo mandato si occupa degli Affari regionali e delle autonomie. Boccia Francesco viene dalla zona rossa di Bisceglie, ha fatto il giro di siti universitari illustri tra Bari, Milano, Londra e l’Illinois, è uomo di mondo, a tratti ricorda Fini Gianfranco dal quale lo divide l’appartenenza politica. Al ministro piace molto parlare ma dire cose che non sono tutte regolari.

Per esempio, ieri, ha respinto l’ipotesi di cenoni e veglioni natalizi, una prospettiva per lui i fuori luogo non soltanto per la prudenza che dovrebbe accompagnare i cittadini con il rischio di assembramenti e contagi ma soprattutto perché molti di loro non ci saranno. Non perché festeggeranno all’estero ma perché saranno defunti, vittime del virus e dei cenoni. Boccia Francesco ha confermato un’alta sensibilità umana e politica, già evidenziata paragonando Salvini a Dracula con la banca del sangue, una immagine ad effetto che rientra nel suo sentire comune. Non è dato sapere se Boccia sia a conoscenza dei dati in proiezione dei decessi che verranno registrati sotto le feste di Natale e Capodanno, mi auguro che così non sia, perché allora il principe di Valacchia sarebbe lui, pronto a mettere i denti sulla tragedia del Paese.

Prevedo che lo stesso ministro si difenderà dicendo di essere stato frainteso oppure usando il metodo Morra: «Se qualcuno si è sentito offeso». Ormai è un classico di questo governo, ogni giorno, all’ora di abbassare le saracinesche si comunica il numero dei morti, Morra si è adeguato con classe raffinata, Boccia si è portato avanti con il lavoro, pronto a dire, dinanzi al presepe: «Io l’avevo detto». Trattasi di roba piccola, di governanti alla ricerca del quarto d’ora di popolarità.

Per noi pugliesi Bisceglie, in dialetto Viscegghi’e, è stata da sempre la città del manicomio ma non mi sembrava il caso di ribadire l’adagio popolare. Questa è ormai una storia passata, leggenda che non ha più ragion d’essere. Boccia Francesco è un ministro di altissima competenza, se ha pronunciato quella frase significa che era lucido e presente e che il suo monito è un segnale di alto senso della propria missione. Evitiamo i cenoni, dunque, altrimenti le agenzie di pompe funebri saranno pronte loro ad apparecchiare il cenone, così dando ragione a Boccia Francesco da Bisceglie.

Tra i suoi scritti figura un libro dal titolo Il diavolo e l’acqua santa. Alla luce della profezia di ieri facciamo il segno della croce e così sia.

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