Cig in deroga, Misiani: “Inps e Regioni possono fare di meglio”. Il governo studia una correzione nel dl Rilancio

MILANO – A poche ore dal consiglio dei ministri che oggi potrebbe dare finalmente il via al cosiddetto decreto rilancio, resta ancora irrisolto il nodo cassa integrazione in deroga. Come documentato nei giorni scorsi da Repubblica, lo strumento di sostegno al reddito – destinato alle piccole aziende che non possono accedere alla cassa ordinaria – a più du due mesi dallo scoppio della crisi è arrivato soltanto a un lavoratore su cinque.

“Faremo il possibile per accelerare al massimo e snellire le pratiche, che in troppi casi sono state troppo lente rispetto al diritto dei lavoratori di ricevere il sostegno”, ha detto oggi il viceministro dell’Economia Antonio Misiani a Circo Massimo su Radio Capital. “Vero che abbiamo un’ondata di richieste, 8,5 milioni di lavoratori per cui è stata richiesta la cassa, un volume di pratiche da gestire gigantesco, ma parliamo di lavoratori e famiglie che hanno diritto a ricevere questi soldi in tempi certi e relativamente brevi. Inps e Regioni possono fare meglio, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

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Anche per questo governo e Regioni potrebbero incontrarsi oggi alla vigilia del consiglio dei ministri. Il vertice caldeggiato dal ministro delle politiche regionali Francesco Boccia però al momento non è ancora stato convocato. L’ipotesi circolata negli utlimi giorni è che il governo inserisca nel decreto una modifica che di fatto centralizzi all’Inps anche le pratiche per la cassa in deroga, scavalcando di fatto le Regioni. Un intervento che potrebbe sì ridurre i passaggi per l’erogazione del sostegno ma che dall’altro aggraverebbe ulteriormente il carico di lavoro dell’Inps, già alle prese con l’erogazione della cassa ordinarie, dei bonus destinati ai lavoratori autonomi, dei congedi e dei bonus babysitter oltre alle normali prestazioni previdenziali e assistenziali.

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