Come impedire che una mail scateni una tempesta

Ora che siamo tutti sempre connessi (a proposito: sarà importante scoprire il dato dei nuovi utenti di Internet nella prima parte del 2020), è bene fare la conoscenza con uno degli errori più banali, e per questo più frequenti, di chi usa la rete. Usare a sproposito il tasto “rispondi a tutti” quando si riceve una email. Può sembrare una sciocchezza, visti i tempi che stiamo vivendo, ma non lo è. Al punto che in inglese la chiamano “reply all storm”, la tempesta del rispondi a tutti. O anche “reply allcopalypse”, l’apocalisse.

Per rendere l’idea di cosa si tratti vale la pena di ricordare quella che fu la prima tempesta di email della storia del web. Era il 14 ottobre 1997, e un dipendente di Microsoft si accorse di essere su una lista di destinatari di email e chiese di essere rimosso. La lista si chiamava Bedlam DL3 e c’erano un quarto dei dipendenti di Microsoft, circa 13 mila persone. Insomma, quella prima email, apparentemente innocua, la ricevettero tutti.

E tutti iniziarono a rispondersi: si calcola che in breve tempo furono mandate 15 milioni di email usando quasi 200 gigabyte di traffico. E non è solo una questione di traffico, ci sono le gaffe: tu pensi di aver risposto solo ad una persona, e invece per sbaglio hai inviato la risposta a tutto l’ufficio. Ci sono app che consentono di richiamare una email, e su gmail è possibile modificare le impostazioni in modo che ogni messaggio aspetti 30 secondi prima di essere inviato nel caso che uno abbia premuto il tasto invio per errore.

Ma tutto ciò non basta evidentemente a frenare le tempeste di email visto che Microsoft ha appena annunciato di aver implementato una funzione che blocca il rispondi a tutti: funziona così, se ci sono più di 10 rispondi a tutti in 60 minuti in una lista di più di 5000 persone, le risposte si bloccano per 4 ore, così uno ci pensa bene. Per ora insomma è pensato per le grandi organizzazioni: per noi utenti singoli, un solo consiglio, non mettere mai tanti utenti in copia in una email (cc), ma tenerli in copia nascosta (ccn): questo protegge i loro indirizzi (fondamentale) e impedisce il rispondi a tutti. 


Fonte originale: Leggi ora la fonte