Con i soldi Ue Di Maio adesso vuole sistemare gli infissi della Farnesina

I lavori per sostituire infissi e condizionatori alla Farnesina costeranno 46 milioni di euro. E poi ci sono le spese per rifare il piazzale esterno

Si possono spendere circa 60 milioni di euro in un momento di crisi economica con attività a rischio chiusura, persone che faticano ad arrivare a fine mese e problemi legati all’inizio dell’anno scolastico solo per rifare gli infissi, mettere condizionatori e riscaldamenti alla Farnesina e trasformare il piazzale antistante alla sede del ministero degli Affari Esteri in un avveniristico generatore di energia elettrica? Alla domanda molti risponderebbero di no. Eppure l’ipotesi che si possano spendere tutti questi soldi per lavori che non sembrano urgentissimi esiste. Il ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, che ha il coordinamento delle operazioni ha spiegato che non vi è nulla di definitivo e che tutto può essere modificato tanto che le schede filtrate sulle proposte di Recovery Plan, i soldi dell’Europa, sono in gran parte già state superate. Ma come racconta Il Tempo ci sono elementi che spiegano meglio di altri come tra le belle parole ed i fatti concreti ci siano un divario enorme.

Tra le schede è spuntato il progetto numero 770, titolo “Sostituzione infissi ed efficientamento impianto di riscaldamento e di raffreddamento del Palazzo della Farnesina”. Nella descrizione del progetto si legge:“L’obiettivo del progetto è la sostituzione integrale degli infissi del palazzo della Farnesina e la realizzazione di un nuovo impianto di riscaldamento e raffreddamento mediante macchine VRV, eliminando i numerosi sistemi di climatizzazione autonomi disseminati all’interno dell’edificio e realizzando un sistema centralizzato”. I lavori dovrebbero essere eseguiti alla modica cifra di 46 milioni di euro. Un bel conto.

Ma non è tutto. Perché se si ristruttura l’interno del grande edificio allora non può mancare qualche lavoretto anche all’esterno. Il progetto numero 772, sempre su iniziativa del ministero degli Affari Esteri, mira proprio a questo. Per “soli” 14 milioni di euro si propone il “rifacimento piazzale esterno del palazzo della Farnesina con elementi di produzione di energia elettrica”. In cosa consiste? Ecco la descrizione dell’opera. “L’obiettivo è il rifacimento della pavimentazione in marmo del piazzale esterno del palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri e del Commercio Elettrico, incorporando nella pavimentazione dei generatori piezoelettrici, in grado di trasformare l’energia cinetica dovuta al passaggio di persone e veicoli in energia elettrica”.

Insomma si vorrebbe trasformare il piazzale in un avveniristico generatore di energia elettrica così da seguire il sogno della sostenibilità. Ma le cifre paiono imponenti. Viene da chiedersi cosa direbbero i grillini se non sedessero tra i banchi del governo. Forse parlerebbero di privilegi a favore della casta in un momento economico difficile per il nostro Paese con gli italiani costretti a fare enormi sacrifici. Ma nella vita tutto cambia. I pentastellati sono dall’altra parte del muro e così quella voce di protesta non si alza.

Se si resta sorpresi dai 60 milioni di euro per rifare le porte, finestre e il riscaldamento del Ministero degli Esteri ed il piazzale allora conviene far finta di non sapere che ci sono tanti altri soldi che saranno spesi per cose sulla cui utilità ci sono molti dubbi. Il Tempo di ieri racconta chi è stato disposto mezzo miliardo per un sondaggio lungo cinque anni volto a misurare il livello di gradimento degli utenti nei confronti della pubblica amministrazione. Oppure i 35 miliardi di euro per creare una sorta di facilitatore per l’utilizzo dei servizi digitali. Soldi, tanti soldi, che potrebbero essere impiegati su altri fronti. Con un Pil che potrebbe segnare una caduta di oltre il 12%, il denaro potrebbe essere indirizzato a favore di politiche in sostegno a famiglie ed imprese. Ora i grillini si sono adeguati a quel sistema che dicevano di voler cambiare. I tempi dei “vaffa” sono passati e mai più torneranno. Le imminenti Regionali potrebbero dare l’ultimo colpo ai sogni pentastellati.


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