Condanna unanime a Roma. Salvini, no a violenza

Condanna unanime e bipartisan da parte della politica italiana nei confronti delle violenze portate avanti dai manifestanti che hanno invaso Capitol Hill gettando la capitale americana in un clima da guerra civile. Matteo Salvini, considerato insieme alla presidente di FdI Giorgia Meloni il leader più vicino a Donald Trump ha preso le distanze via Twitter: “La violenza non è mai la soluzione, mai. Viva la Libertà e la Democrazia, sempre e dovunque”. Sul fronte di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, ricorda che “in nessuna democrazia si può accettare un attacco al Parlamento”. Sempre sul fronte del centrodestra, il leader di Cambiamo e Presidente della Liguria, Giovanni Toti fa autocritica: “Desolante spettacolo in America. In democrazia i risultati si accettano, anche se non si condividono. Avrei votato per Trump. Oggi mi tocca dire: sbagliando”. Nel centrosinistra Nicola Zingaretti osserva che quelle di Washington sono “immagini drammatiche, che mai avremmo pensato di vedere. Tutti a difesa e vicini alla forza della democrazia americana, per difenderla da questi fatti gravi. Il riconoscimento del voto popolare e degli avversari politici va sempre rispettato. E’ la dimostrazione di dove portano gli estremismi: queste scene – aggiunge il segretario dem – sono figlie di chi ha voluto soffiare sul fuoco per mesi. Vicinanza alla democrazia americana”. Il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola cita una frase di JFK in un tweet in cui posta la foto di un manifestante pro-Trump seduto sullo scranno di Mike Pence in Congresso. “Nel passato – è il suo commento – chi ha cercato stupidamente di ottenere il potere cavalcando la tigre ha finito per esserne divorato”. Anche l’ex premier Enrico Letta attacca frontalmente Trump: “Quel che sta succedendo al Capitol Building di Washington è la dimostrazione che Trump è un golpista. Come tale andrebbe trattato”. Infine, per Pietro Grasso (Leu), le immagini che arrivano da Washington “sono gravissime”. “Il Parlamento è un tempio della democrazia: è triste e preoccupante vederlo assaltato da moltissime persone fomentate da un uomo, Donald Trump, che ancora oggi ricopre l’incarico più prestigioso della nazione, quello di presidente degli Stati Uniti. Ora, addirittura, gli spari dentro Capitol Hill. Sarà difficile guarire le ferite profonde dell’America: serviranno le energie migliori del Paese. Quanto sta avvenendo è un monito e un avvertimento. Per tutti noi”.


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