Conte fa il furbo alle Camere. Maggioranza spaccata sul Mes

In Aula non cita il Salva Stati. Pd e 5s contrari al fondo, i renziani dicono sì. Consiglio Ue, il premier al Colle

Il governo inciampa sul Mes. La maggioranza giallorossa litiga e si spacca sulla risoluzione a favore del fondo salva Stati. Le fibrillazioni preoccupano il capo dello Stato Sergio Mattarella che incontra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alcuni ministri in vista del vertice Ue (venerdì e sabato) che dovrà decidere il piano di aiuti ai Paesi colpiti dall’emergenza covid. Il Quirinale rimarca «come quello di venerdì a Bruxelles sarà un Consiglio europeo decisivo» per cui va ribadita la necessità che il passo deciso in avanti in direzione europeista e comunitaria mostrato in questi ultimi mesi non conosca battute d’arresto o addirittura retromarce». Ma se Atene piange, Sparta non ride: anche nel centrodestra emergono divisioni. Fratelli d’Italia e Lega votano contro la risoluzione pro-Mes presentata da Più Europa. Mentre Forza Italia esce dall’Aula a Montecitorio al momento della votazione. Ma la crepa più evidente, nel giorno in cui il premier riferisce in Parlamento, si apre nella maggioranza: Pd, M5S e Leu si schierano contro il Mes nel passaggio alla Camera dei Deputati. Italia Viva e Più Europa votano a favore. Il copione si ripete al Senato: i renziani votano sì alla risoluzione pro Mes presentata dalla senatrice Emma Bonino. Pd, Cinque stelle, Leu e Forza Italia votano contro. È l’antipasto di ciò che potrà accadere qualora il governo italiano decidesse di aderire al fondo (37 miliardi) Mes per sostenere le spese sanitarie legate all’emergenza Covid. Che il Mes sia un tema divisivo e dirompente per i giallorossi si capisce subito: nella risoluzione di maggioranza, approvata sia alla Camera che a Palazzo Madama, non c’è traccia della parola Mes. Sono nove gli impegni che si chiedono al presidente del Consiglio. Ma nemmeno nella risoluzione del centrodestra, bocciata sia alla Camera che al Senato, non c’è alcun riferimento al Mes: le posizioni tra Lega e Fdi (contrari) Forza Italia (favorevole) restano distanti. La maggioranza chiede al governo di attivare il Next Generation Ue già nel 2020 e realizzare un Piano di ripresa nazionale. Il tutto, garantendo un «costante rapporto di informazione e condivisione delle scelte con il Parlamento». Accordo sul Recovery Fund entro luglio e nessun compromesso al ribasso: sono i due punti con cui Conte si presenterà al Consiglio europeo.

Il premier interviene in Aula a Montecitorio di prima mattina e nel pomeriggio a Palazzo Madama, dopo il Cdm fiume terminato all’alba sul dossier Autostrade. Conte parla per poco meno di mezz’ora: un discorso senza novità di rilievo rispetto alla linea sin qui illustrata, compreso il Mes. «Riteniamo cruciale che la decisione del Consiglio Ue sia assunta entro luglio e non sia svilita da un compromesso al ribasso», sarebbe inaccettabile non solo dal punto di vista economico ma «anche morale», scandisce il presidente del Consiglio, che rivendica: «Mai come oggi possiamo affermare che l’Italia ha contribuito in misura decisa a orientare la prospettiva nella quale collocare le riposte che la Ue è chiamata ad offrire per essere all’altezza della sua storia, della sua civiltà, del suo destino». Ora però inizia la partita vera. In Europa e per il governo.


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