Conte ora fa lo spaccone: “Mandatemi pure a casa”

Il premier è certo di riuscire a sfruttare al meglio le risorse del Recovery Fund, talmente sicuro da spiegare che se la compagine di governo dovesse fallire “voi avete il diritto di mandarci a casa”

In visita all’istituto superiore “De Gasperi – Battaglia” di Norcia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha mancato di toccare il tema del Recovery Fund, un argomento decisamente caldo in queste ultime ore.

Gli studenti riescono finalmente a far ritorno nelle aule dopo il terremoto del 2016, evento tragico in seguito al quale erano stati costretti per ben 4 anni a svolgere le lezioni all’interno di container, ed il premier approfitta dell’occasione per introdurre il progetto europeo, lanciando una provocazione in stile Renzi, prima della batosta al referendum del 2016. Levare le tende nel caso in cui non si riesca a sfruttare l’opportunità fornita dal Recovery Fund, Conte almeno a parole sembra sicuro di sè. “È bello vedere che anche a livello europeo abbiano chiamato il grande piano di intervento per i paesi più sofferenti ‘Next generation eu’. È un progetto per voi”, spiega il sedicente avvocato del popolo. “Tutti stanno mettendo a punto i piani, il nostro è già in fase avanzata di studio e approfondimento ed è dedicato a voi. Se noi perderemo questa sfida, voi avete il diritto di mandarci a casa”.

Insomma suona come una promessa, ma fatta da chi aveva garantito che dopo l’esperienza di governo giallo-verde si sarebbe fatto da parte ritenendo conclusa la sua esperienza politica, salvo salire nuovamente sul carro dei vincitori, beh, stride un po’.

“Sono questi i giorni della ripartenza, è l’anno della fiducia, della speranza. Voi mi avete scritto ‘Siamo il futuro e abbiamo il diritto di pretendere il meglio’. Voi avete ragione: dobbiamo dedicare i massimi sforzi per voi”, ha proseguito il presidente del Consiglio, come riportato da Repubblica.

Frattanto sul Recovery Fund è intervenuto Roberto Gualtieri, che ha parlato dinanzi alle commissioni riunite di Bilancio e Finanze della Camera. “È un appuntamento con la storia che non possiamo mancare. Non coglierlo farebbe pagare a tutti, a tutto il Paese, un prezzo molto pesante”, ammonisce il ministro dell’Economia, come riportato da “Nova”. Il tema è quello della ridistribuzione delle risorse economiche che arrivano dall’Europa. “Il criterio della qualità nella selezione, nella scelta dei progetti è un interesse comune. Se non lo faremo non sarà questo o quel ministro, o la maggioranza più debole, ma l’intero Paese”, prosegue Gualtieri. “Se tireremo il rigore in porta avremo adempiuto ad una scelta storica. E’ una sfida comune, il governo intende affrontarla con la massima determinazione”.

Qualcosa, tuttavia, sembra non andare nell’organizzazione di questa delicata fase, come ha dichiarato da Bari dinanzi al Consiglio generale della Cisl Puglia Annamaria Furlan, Segretario Generale della Cisl. “Stanno arrivando le convocazioni da parte dei singoli ministri per discutere sull’allocazione delle risorse del recovery fund. Ma manca all’appello la convocazione essenziale e per noi indispensabile: quella del Presidente del Consiglio Conte, che doveva precedere i vari incontri con gli altri esponenti del Governo, per definire insieme le priorità su cui concentrare gli sforzi comuni ed i settori dove investire bene le ingenti risorse del Recovery Fund, come tra l’altro ci chiede l’Europa”, denuncia Furlan, come riportato da “Italpress”.

“Non avere un quadro complessivo degli interventi da mettere in campo ed una strategia condivisa con le parti sociali, rischia di portare ad una dispersione di interventi e quindi anche di risorse”, spiega ancora il segretario. “Questa è una occasione straordinaria che non possiamo perdere. Non un euro deve essere sprecato, utilizzando anche le risorse del Mes per rafforzare la sanità pubblica”.


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