Conte: “Sarà Natale diverso”. Ma è scontro con le Regioni

Il governo è al lavoro per il nuovo Dpcm che entrerà in vigore il 4 dicembre. Tra i nodi da sciogliere: scuola, impianti sciistici e zone rosse

Dal divieto di aprire gli impianti sciistici almeno fino a gennaio alla riapertura provvisoria dei centri commerciali anche nel fine settimana, dal coprifuoco notturno alla raccomandazione di invitare soltanto pochi ospiti in vista dei vari pranzi e cene che si susseguiranno durante le varie festività natalizie. Queste sono soltanto alcune delle norme contenute nell’ultimo Dpcm che il governo giallorosso partorirà dopo il 3 dicembre in vista del Natale. Se da un lato l’esecutivo non ha alcuna intenzione di allentare completamente le misure restrittive per scongiurare una nuova impennata di casi, dall’altro sono state fatte alcune timide eccezioni per ridare fiato a famiglie e commercianti.

La riunione convocata dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, con Regioni, Anci e Upi per fare un primo punto della situazione è iniziata nel secondo pomeriggio, intorno alle 17. In collegamento erano presenti il ministro della Salute, Roberto Speranza, il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, il presidente dell’Anci, Antonio De Caro e il presidente dell’Upi, Michele de Pascale. Tra i governatori hanno partecipato i presidenti del Veneto Luca Zaia, della Liguria Giovanni Toti, della Basilicata Vito Bardi, del Molise Donato Toma, della Calabria Nino Spirlì e della Toscana, Eugenio Giani.

Tanti i temi sul tavolo, altrettanti i punti di scontro tra gli attori coinvolti. Secondo quanto riferito dall’Andrkronos, la maggioranza delle regioni spingeva per la riapertura delle scuole al nuovo anno, dopo Natale, quindi, e non prima. I governatori sonointervenuti su vari temi, dalla necessità di puntare sui tamponi rapidi a quella di decidere presto sul turismo invernale. La linea che è emersa finora da parte dei presidenti di regioni – secondo quanto viene riferito – è che se gli impianti sciistici devono restare chiusi occorre certificarlo subito e mettere al più presto a disposizione le risorse per ristorare le attività che verrebbero danneggiate.

Impianti sciistici

Confermato il semaforo rosso alla possibile apertura degli impianti sciistici in vista delle festività natalizie. La situazione potrebbe sbloccarsi a gennaio, ma tutto dipenderà, come sempre, dall’andamento della curva epidemiologica. “Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l’epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo“, ha spiegato il ministro Boccia. Possibile quarantena obbligatoria per tutti coloro che rientreranno in Italia dopo aver effettuato le vacanze all’estero. Previsto, inoltre, una sorta di coordinamento europeo con Francia e Germania per scongiurare i soggiorni di massa sulla neve durante le feste.

Cenone e messa di Natale

Nel Dpcm non c’è un divieto specifico o una imposizione in merito al numero di persone da invitare a casa. Troviamo, semmai, una raccomandazione. Il suggerimento del governo è chiaro: meglio incontrare soltanto i parenti stretti e fino a un massimo di 6 o 8 persone. “È necessario fare ancora sacrifici. Non possiamo abbassare la guardia – ha avvertito il premier Giuseppe Conte al Tg5 Gli italiani sono consapevole che sarà un Natale diverso, altrimenti significherebbe esporci a una terza ondata“.

Emblematice le parole dello stesso Boccia sulla messa della notte di Natale: “Seguire la messa e lo dico da cattolico due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia. Eresia è non accorgersi dei malati, delle difficoltà dei medici, della gente che soffre. Questa è eresia non facciamo i sepolcri imbiancati“.

Negozi e centri commerciali

A partire dal 4 dicembre i centri commerciali e i grandi magazzini potrebbero essere aperti anche nei week end e nei giorni festivi. La deroga sarebbe tuttavia provvisoria, nel senso che la misura sarà pensata esclusivamente per favorire lo shopping per due settimane. Le nuove limitazioni scatterebbero dopo il 20 dicembre. Capitolo negozi: si ragiona sulla proroga dell’orario di chiusura alle 22 per scongiurare assembramenti e favorire lo scaglionamento.

Spostamenti e coprifuoco

Gli spostamenti tra le diverse regioni erano e restano uno dei nodi più critici. Intorno alla metà di dicembre – è questa la previsione del governo e degli esperti – gran parte del Paese sarà teoricamente in fascia gialla. Dunque che fare? I rigoristi non hanno alcuna intenzione di allentare la presa. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il coprifuoco, l’argomento non si discute, si potrà calibrare, magari permettere alle cenoni in famiglia di allungarsi al massimo fino alle 23. Tuttavia non si permetteranno assembramenti. Il ragionamento è collegato soprattutto all’altro appuntamento: quello della notte di San Silvestro. Spostare l’orario di circolazione a dopo mezzanotte la Vigilia di Natale e non farlo per il Capodanno sarebbe incomprensibile per gli italiani.

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