Conte snobba le opposizioni. Dialogo sempre più in salita

Ancora nessuna convocazione per Lega, Fi e Fdi. Bocciati gli emendamenti presentati: ira del centrodestra

L’invito di Giuseppe Conte tarda ad arrivare al centrodestra e il nervosismo sale tra i partiti d’opposizione. «Ancora nessuna convocazione per la Lega a Palazzo Chigi, al termine degli Stati Generali», dice Matteo Salvini dalla Toscana, dov’è impegnato a sostenere Susanna Ceccardi, candidata alla presidenza della Regione Toscana. «Stiamo discutendo in commissione bilancio centinaia di proposte- prosegue il leader del Carroccio-, ma sono zero gli emendamenti accolti fino a ora. Non si può andare in tv e dire ascoltiamo le opposizioni e poi non accettare nemmeno una proposta».

Anche Forza Italia, che nella coalizione è la più collaborativa, incalza la maggioranza. Il vicepresidente Antonio Tajani, che nel suo ruolo di europarlamentare ha partecipato ad una videoconferenza con Ursula von der Leyen, è chiaro: «In Europa è necessario mostrare serietà. Il governo deve presentare progetti, proposte e riforme che permettano di utilizzare tutti i fondi messi a disposizione dall’Ue. Noi abbiamo presentato, ad esempio, un progetto per tutelare il nostro acciaio ed evitare il dumping cinese. Le nostre imprese vanno difese dalla concorrenza sleale». Sempre a SkyTg24 aggiunge che il taglio dell’Iva gli sembra «più una battuta che una proposta», perché semmai si fa senza annunci, non sono state specificate né l’entità né le coperture e non può costare circa 10 miliardi. «La vera necessità del Paese – sottolinea Tajani- è una riforma del sistema fiscale. Ma a quanto pare questo governo non ha una strategia a lungo termine». Quanto all’unità delle opposizioni, ribadisce che il centrodestra «è una coalizione, non un partito unico ed è ovvio che ci siano diverse proposte, ma l’importante è trovare una sintesi e presentarsi uniti».

Sempre sull’Iva la presidente dei senatori di Fi, Anna Maria Bernini, insiste che «tagliarla temporaneamente di un paio di punti serve a poco e probabilmente non è utile nemmeno a rilanciare i consumi». Avverte Giorgio Mulè, riferendosi all’approvazione del Mes e allo scostamento di bilancio: «Se il governo ci informa sul programma delle riforme e per cosa spenderà questi soldi noi lo voteremo con senso di responsabilità come fatto in passato. Se così non dovesse essere il governo non avrà i voti di Fi».

Critica anche Giorgia Meloni che, sulla questione dell’Iva non ha dubbi: «Stiamo facendo solo spettacolo, quando leggerò qualcosa di serio vedremo». La leader di Fratelli d’Italia, a Non Stop News su RTL 102.5, spiega che «un presidente del Consiglio serio non si presenta per dire stiamo pensando, ma dice questa è la nostra proposta, mentre questo governo ha organizzato gli Stati Generali senza avere uno straccio di visione». Meloni si aspetta che qualche giorno prima dell’incontro con Conte «arrivi un documento su cosa discutere».

Il clima, insomma, non favorisce un reale dialogo tra maggioranza e minoranza e lo confermano le critiche degli azzurri alla Camera. La capogruppo azzurra Mariastella Gelmini attacca sulla «mini proroga beffa» annunciata dal ministero dell’Economia, per rinviare la scadenza dei versamenti e delle dichiarazioni dal 30 giugno al 20 luglio.

E c’è scontro anche sul decreto giustizia. «Il governo – dice Matilde Siracusano- porrà la questione di fiducia su questo provvedimento. Ancora una volta ha usato in modo distorto la decretazione d’urgenza, e ancora una volta sta strozzando il dibattito parlamentare». E Francesco Paolo Sisto avverte che sarebbe «inaccettabile» estendere il processo da remoto oltre la fase dell’emergenza, fino a dicembre 2021, secondo un emendamento che la maggioranza starebbe preparando.


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