Coronavirus in Lombardia, resta alto il numero dei morti: 134 nelle ultime 24 ore, 689 i nuovi positivi

Sono meno di ieri ma resta comunque elevato il numero dei pazienti che nell’arco delle 24 ore hanno perso la via a causa del coronavirus in Lombardia. Oggi sono in tutto 134, ieri ne erano stati contati 222. Non varia il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: 480 come ieri mentre sono 231 in meno i malati negli altri reparti di degenza. Sono 689 i nuovi positivi al Covid-19 ai quali sono stati aggiunti 31 pazienti che non erano stati rendicontati e che avevamo già avuto la diagnosi ad aprile. Aumenta il numero dei tamponi effettuati: 15.488, ieri di test ne erano stati somministrati 14.516 e l’altro ieri 6.455.

Coronavirus in Lombardia, i contagi provincia per provincia

In provincia di Milano, il totale dei casi positivi è 20.893 (+182) di cui 8.766 (+86) a Milano città. Ieri c’era stato un aumento di 243 casi nell’intera provincia e di 91 a Milano città con circa mille tamponi effettuati in meno. A Brescia i contagiati sono tornati sopra quota 100 (+124, ieri +99). A Bergamo 35 positivi in più nelle ultime 24 ore (ieri +37). Como registra 39 casi in più (ieri +37), Cremona 27 in più (ieri +21), Lecco 38 (ieri +10), Lodi 49 (ieri +41), Monza Brianza 81 (ieri +12), Mantova 4 (ieri +2), Pavia 31 (ieri+70), Sondrio 36 (ieri +7), Varese 24 ai quali vanno aggiunti nel totale 31 casi riguardanti il mese di aprile e rendicontati oggi (ieri +67).

Coronavirus in Lombardia, l’assessore Gallera: “Possibili nuovi focolai”

Sono 33.306 i test sierologici effettuati fra personale sanitario (25.331) e soggetti in quarantena fiduciaria (7.975) dallo scorso 23 aprile nelle Ats della Lombardia. Lo comunica l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. Dalle analisi dei referti “si conferma una limitata siero prevalenza media fra gli operatori sanitari e si consolida l’indicazione in base alla quale le misure di quarantena hanno rappresentato un ottimo sistema per contenere la diffusione del virus: la metà dei cittadini in isolamento domiciliare non ha contratto il Covid e, di conseguenza, non ha rischiato di trasmetterlo”, spiega Gallera.
“Da questi ulteriori dati preliminari – aggiunge – risulta che la maggior parte dei cittadini non è mai entrata in contatto con il virus e quindi è potenzialmente suscettibile. Il rischio di nuovi focolai è concreto e le misure per la ripartenza devono tenere conto di questo aspetto”.



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