Coronavirus, le aziende dei trasporti: “Sui mezzi pubblici con guanti e mascherine”

L’associazione delle aziende di trasporto pubblico italiane fa le sue proposte per avviare in sicurezza ed efficienza la Fase 2 dopo l’emergenza coronavirus, perché, dice il presidente Andrea Gibelli, “fornire un servizio adeguato soltanto con il contingentamento dei passeggeri non è praticabile”. “Intanto – spiega Gibelli, non si può applicare la stessa misura su mezzi diversi come i bus urbani e quelli extraurbani e poi l’affluso degli utenti va gestito e regolato a monte, in accordo con i datori di lavoro, con gli enti, ripensando orari e modalità di lavoro”. Uno dei nodi sarà appunto promuovere il telelavoro, prevedendo, propone Asstra, anche incentivi per le aziende che lo adotteranno.

Fare in modo che meno persone debbano recarsi al lavoro è una delle misure auspicate da più parti, anche un incontro pubblico online promosso dal deputato Diego De Lorenzis, vice presidente della Commissione Trasporti della Camera. In quell’occasione, Gibelli ha fornito i dati del trasporto pubblico locale: 5,4 miliardi di passeggeri all’anno, 16 milioni al mese e studenti che rappresentano tra il 20 e il 30 per cento degli utenti. Il presidente di Asstra aveva sottolineato soprattutto un aspetto: non si può pensare a un uso del trasporto pubblico senza avere una flessibilità più ampia dei momenti di utilizzo, perché se continuerà il massimo afflusso nelle ore di punta, la situazione non sarà gestibile.

In quello che Gibelli definisce un “abaco”, Asstra ha indicato “una serie di interventi puntuali per garantire la massima sicurezza con il distanziamento.

Telelavoro e mobility manager

 Astra identifica alcune precondizioni per la ripartenza. Necessaria la rimodulazione degli orari di città e territori (dalla scuola alle aziende), ma anche un’incentivazione ulteriore dello smart working. Alle grandi aziende servirà la figura del mobility manager mentre vanno previsti corsie preferenziali e semafori intelligenti per snellire il traffico.

I servizi su misura

Le aziende di trasporto pubblico offriranno nuovi servizi su misura, trasporti dedicati, da un terminal ad un punto generatore di traffico (ad esempio un’azienda), ma anche servizi a chiamata per spostamenti individuali e i servizi a prenotazione obbligatoria, tipo executive, da realizzare su alcune linee per saltare le fermate.

Dispenser di mascherine e guanti

Sui mezzi pubblici serviranno guanti e mascherine. Spetterà ai passeggeri averle, ma le aziende possono installare distributori e dispenser per favorire l’approvvigionamento in prossimità di stazioni e fermate.

Le spese e i ricavi

A fronte di spese per la sanificazione dei mezzi e per la nuova organizzazione, e di un flusso molto ridotto di passeggeri, Asstra però valuta in circa 600 milioni le perdite soltanto nel trimestre marzo-aprile – maggio. “Per questo  chiediamo al governo – dice Gibelli – che oltre alla clausola di salvaguardia che dovrebbe essere inserita nel decreto “Cura Italia” per i contratti sia previsto un sostegno economico”. Asstra sottolinea poi che sarà indispensabile una collaborazione tra più soggetti, per cui richiede  tavoli territoriali per l’organizzazione .

I controlli

C’è infine una questione centrale, che riguarda i controlli sulle nuove regole. Asstra sottolinea che la responsabilità sarà in primo luogo di ciascun utente, ma eventuali comportamenti non a norma dovranno essere sanzionati “solo ed esclusivamente alle forze dell’ordine”. Infatti per le società di trasporto “non è possibile attribuire al personale viaggiante e di stazione” le verifiche: possibile invece fare segnalazioni alle forze dell’ordine. Tra le cose non possibili, infine, Astra indica l’introduzione di termoscan: “non è materialmente attuabile – spiega nel documento – un’attività sistematica di misurazione delle temperatura corporea dei passeggeri”.

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