Coronavirus nel mondo, superati i 4 milioni di contagi. Usa, Fauci e altri due big della task force in quarantena

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i quattro milioni, tre quarti dei quali registrati tra Europa e Stati Uniti. E’ quanto emerge da un conteggio dell’ Afp sulla base di dati forniti da fonti ufficiali. Secondo gli ultimi bilanci, il numero dei casi accertati nel mondo ammonta ad almeno 4.001.437. I morti sono 277.127. L’Europa è il continente più colpito (1.708.648 contagiati e 155.074 morti), seguito dagli Stati Uniti (1.305.544 casi e 78.320 morti). Negli States i morti sono stati 1.568 nelle ultime 24 ore. La situazione inizia ad aggravarsi anche in Sudamerica, che in meno di 48 ore ha aggiunto al suo bilancio di vittime altri 20.000 contagi, raggiungendo oggi i 342.818 casi, e 1.200 morti, per un totale di 18.692. Dai dati (in costante aggiornamento) emerge come il Brasile si confermi il paese più colpito con 145.328 contagiati e 9.897 morti, seguito da Perù (65.015 e 1.814) e Ecuador (29.071 e 1.717). Seguono il Messico, con un alto numero di morti rispetto ai contagiati (31.522 e 3.160), il Cile (27.219 e 304), la Colombia (10.051 e 428), la Repubblica Dominicana (9.882 e 385), Panama (8.070 e 231) e l’Argentina (5.611 e 293).

Usa, in autoisolamento il virologo Fauci e altri due big della task force

Il virologo Anthony Fauci, il volto più noto della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, comincia un periodo di isolamento di 14 giorni dopo un contatto “a basso rischio” con una persona dello staff della Casa Bianca risultato positivo al test. Lo ha riferito lui stesso alla Cnn. Salgono così a tre gli esperti sanitari della task force in auto quarantena. La stessa scelta è stata fatta anche da Robert Redfield, il direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), in quarantena dopo aver avuto mercoledì scorso “una esposizione a basso rischio con una persona alla Casa Bianca che aveva il coronavirus”, come fa sapere il portavoce dei Cdc. In auto quarantena anche Stephen Hahn, capo della Food and Drug Administration (Fda) dopo un contatto con una persona risultata positivo al Covid-19.

Il Brasile supera i 10 mila decessi. Il Papa al cardinale: “Prego per voi”

Sono 730 i morti per Covid-19 confermati nelle ultime 24 ore in Brasile, mentre i nuovi contagi sono 10.611. Lo rivela il ministero della Salute. Il totale delle vittime sale a 10.627 e quello dei contagi a 155.939. Papa Francesco ha telefonato all’arcivescovo di San Paolo, cardinale Odilio Scherer, per manifestare la grande preoccupazione per l’alto numero di vittime. “Il papa ha manifestato la sua vicinanza e la sua solidarietà con la popolazione di San Paolo e ha promesso che pregherà per noi”, ha rivelato il cardinale.

Cina, piccolo focolaio a Shulan: 11 casi positivi

In Cina la Commissione nazionale per la salute ha registrato 14 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: è il numero più alto dal 28 aprile e contrasta con l’unico caso rilevato il giorno precedente. Tra i nuovi casi, soltanto due sono stati importati da altri Paesi, mentre gli altri 12 sono frutto di trasmissioni avvenute all’interno del Paese e, nello specifico, nella zona nordest della provincia di Jilin, nella città di Shulan, a circa 400-500 chilometri dai confini con la Corea del Nord e la Russia. I nuovi casi di pazienti asintomatici sono invece 20, altro dato molto alto rispetto alle ultime settimane. Alle autorità cinesi, però, non risultano altre morti per Covid-19. Le restrizioni a Shulan sono passate dal livello medio a quello alto, dopo che giovedì l’intera Cina era stata consiedarata a basso rischio.

Australia, a Sidney riaprono ristoranti e piscine

Da venerdì il Nuovo Galles del Sud, lo stato più grande dell’Australia (che comprende Sidney), riaprirà caffè, ristoranti, parchi gioco e piscine all’aperto. L’epidemia nel Paese ha subito un sensibile rallentamento, così il governatore ha optato per una riapertura “di prova”. Lo stato è stato il più colpito della nazione: vi è stato registrato il 45% dei casi australiani. “Il fatto che allentiamo le restrizioni non significa che il virus è meno mortale o che la minaccia sia svanita”, avverte però il premier Gladys Berejiklian.



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