Coronavirus Ravenna, terzo contagio sulla nave da crociera

I 14 giorni di quarantena per tutto l’equipaggio sarebbero dovuti scadere entro la prima metà della settimana scorsa. Invece per la Seven Seas Splendor, una delle due navi da crociera arrivate al terminal di Porto Corsini il 21 agosto, è stato rinnovato l’ordine di isolamento. Era scattato non appena i tamponi su due membri del personale erano risultati positivi al Covid-19. Entrambi erano stati fatti sbarcare e caricati in ambulanza per essere trasferiti in un Covid hotel. Ora è però emerso che il contagio a bordo non si è fermato: a risultare positivo è stato un ulteriore marittimo. Stando a quanto trapelato si tratterebbe di una persona che serviva i pasti ai due colleghi trasferiti e ora sotto osservazione, e che per questo è stata a sua volta portata in sicurezza in una struttura apposita.

A bordo 120 marittimi

La nuova disposizione che coinvolge dunque la parte restante dell’equipaggio (circa 120 persone) risale all’8 settembre, a 18 giorni di distanza dalla prima comunicazione ufficiale che aveva negato all’imbarcazione la “libera pratica sanitaria” (il documento che autorizza la nave a iniziare tutte le operazioni di sbarco e imbarco o di tipo commerciale). Nell’arco dei giorni trascorsi dall’esito dei primi esami, infatti, le persone a bordo erano state nuovamente sottoposte a tampone per scongiurare il rischio di nuovi contagi. Eventualità che purtroppo si è verificata, e che ora comprensibilmente fa della Seven Seas Splendor un colosso dei mari in costante osservazione da parte della Sanità Marittima. Anche perché i contatti con l’esterno sono inevitabili, considerati gli approvvigionamenti e i servizi necessari a una “città galleggiante” che dovrà restare ormeggiata per i tre mesi di inattività.

Nessun contagio invece per la “gemella”, la Seven Seas Explorer, che come la Splendor fa parte della flotta della compagnia Regent Cruises, controllata da Norwegian Cruise. Provenivano entrambe dagli Stati Uniti, e in piena pandemia avevano trovato nel terminal di Ravenna un accogliente punto di attracco in attesa della ripresa del settore. Ma per 120 dei loro “abitanti” la possibilità di mettere piede sulla terra ferma continua a essere un miraggio.


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