Coronavirus, scarcerazione dei boss. Bonafede: “In cantiere decreto per uno stop”. E su Di Matteo: “Solo illazioni”

ROMA – “Nessuna interferenza diretta o indiretta sulla nomina del capo del Dap”. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede risponde alla Camera dei Deputati alle interrogazioni dei parlamentari sul caso Di Matteo. L’esponente dei 5S va all’attacco: “È un dibattito politico surreale”.

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E sul tema dei boss usciti dal carcere, per l’emergenza coronavirus, il ministro annuncia che sta studiando una norma che consenta ai magistrati di sorveglianza di rivalutare le scarcerazioni già disposte di boss della criminalità organizzata alla luce del mutato quadro dell’emergenza Coronavirus. “È in cantiere un decreto legge che permetterà ai giudici, alla luce del nuovo quadro sanitario, di rivalutare l’attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni di detenuti di alta sicurezza e al regime di 41 bis”. Lo ha annunciato il Guardasigilli rispondendo al question time alla Camera.

“Nel giugno 2018 non vi fu alcuna interferenza’, diretta o indiretta, nella nomina del capo Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria”.

 

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