Coronavirus, sul Mes trovato l’accordo all’Eurogruppo: “Prestiti per fronteggiare spesa sanitaria”

ROMA – L’Eurogruppo ha trovato un accordo definitivo sul Mes. Mário Centeno – che presiede l’Eurogruppo, dove siedono i ministri economici dell’Eurozona – dice: “Non tutti i Paesi hanno la stessa potenza di fuoco. Per questo noi dobbiamo garantire condizioni di parita”. Qualsiasi Nazione dunque – anche se afflitta da problemi di deficit e debito alti – avrà diritto a invocare il prestito europeo

Rep

In un messaggio via Twitter, il ministro francese dell’Economia Bruno Lemaire precisa che la linea di credito – pari a 240 miliardi – sarà attiva dal primo giugno 2020.

Dice ancora Centeno: “Tutti i Paesi dell’area dell’euro saranno in grado di trarre il 2% del loro Pil in prestiti a condizioni molto favorevoli e con scadenze lunghe”. I prestiti avranno una durata media massima di 10 anni. Il tasso d’interesse che una Nazione dovrà sopportare è marginalmente sopra lo zero”, quasi nullo dunque.

“Questo coprirà i costi sanitari diretti e indiretti delle Nazioni, che si sono gonfiati”. Costi per la cura, ma anche per la prevenzione. L’unica condizione, duque, è questa: i soldi devono andare alla sanità, nel quadro dell’emergenza coronavirus. E’ su questo che l’Unione Europea vigilerà. Gli Stati beneficiari degli aiuti assumeranno questo impegno “sulla base di un Piano individuale di risposta alla pandemia”. 

I governi avranno tempo fino al dicembre 2022 per attivare la linea di finanziamento. Ma il termine potrebbe essere allungato ulteriormente. In ogni caso, l’impegno comune al contenimento di deficit e debito non è archiviato, anzi. Le nazioni si impegnano a coordinare le loro politiche economiche, in prospettiva, “dentro il quadro di sorveglianza Ue”. 

Ma la crisi non sarà eterna. In prospettiva, torneranno in campo tutti i vincoli europei in termini di coordinamento delle politiche econimiche, deficit e debito.

Si legge nel documento:  “Successivamente (alla crisi sanitaria – ndr) gli Stati membri dell’area dell’euro rimarranni impegnati a rafforzare i fondamenti economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale della Ue, compresa l’eventuale flessibilita’ applicata dalle competenti istituzioni europee”.



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