Così la sinistra copre i nomi dei “furbetti” del bonus

Ancora nell’ombra i nomi di molti politici che hanno incassato il bonus. Il M5S vuole essere trasparente per le elezioni, ma continua a coprire gli eventuali furbetti già eletti

Mentre il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi chiedeva “collaborazione e sensibilità“, i suoi si giravano dall’altra parte. E così i nomi dei furbetti del bonus da 600 euro restano ancora un mistero. “Dobbiamo dare un segnale forte e mi auguro che chi ha ricevuto i 600 euro provveda a restituirli immediatamente e a fare pubblica ammenda o a spiegare le eventuali ragioni qualora da lui/lei indipendenti“, aveva scritto Crimi in una lettera a tutti i deputati 5S lo scorso 10 agosto. Un appello rimasto inascoltato. I pentastellati hanno infatto deciso di non rivelare la propria identità e gli unici furbetti noti sono quelli che hanno confessato solo dopo essere stati beccati.

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Come ricorda Libero, i nomi della maggior parte dei politici col bonus sono ancora un mistero. Non parliamo solo dei parlamentari. Tra chi ha richiesto e incassato i 600 euro ci sono anche molti consiglieri e assessori a livello regionale e comunale. Negli ultimi giorni sono trapelati soprattutto nomi di leghisti che hanno confermato l’incasso del bonus. In generale, un centinaio su circa 2mila tra consiglieri comunali e assessori hanno ammesso l’entrata da 600 euro. Ma su i parlamentari furbetti cala il silenzio. Tre sono già stati scoperti (si tratta del grillino Marco Rizzone e dei leghisti Elena Murelli e Andrea Dara), mentre altri due nomi sono ancora un giallo. Uno dovrebbe essere di Italia Viva e l’altro del Pd. Lo scorso 9 agosto, Nicola Zingaretti aveva parlato di una “vera vergogna“. Poi la vicenda si era chiusa lì.

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L’indignazione che nei primi giorni di agosto aveva accomunato tutta la politica italiana sempra essere già sparita. Le parole di denuncia sono cadute nel vuoto. L’Inps continua a perdere tempo con il benestare della maggioranza al governo che non sembra avere fretta nel fare chiarezza. La commissione Lavoro della Camera invia in modo costante lettere all’ente previdenziale che vengono però ignorate con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico che parla di legge sulla privacy. Insomma, sembra proprio che questi nomi non verranno mai alla luce.

Intanto, il Movimento 5 Stelle cerca di essere trasparente: Vito Crimi ha infatti chiesto a tutti gli aspiranti consiglieri di autorizzare l’Inps a rivelare se qualcuno di loro ha percepito i 600 euro in vista delle prossime elezioni. Una mossa che però vale solo per i cadidati. I furbetti che sono già stati eletti potranno continuare a stare nell’ombra.


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