Dai pc alle app, il Covid mette le ali all’hi-tech

Il Covid-19, che ha depresso le economie e contratto i consumi in tutto il mondo, ha invece fatto da volano per un settore – quello tecnologico – diventato sempre più centrale e strategico. Il lavoro e la scuola, ma anche lo svago e il tempo libero, nel 2020 sono transitati in misura ancora maggiore sugli schermi: quelli onnipresenti degli smartphone, ma soprattutto quelli più grandi di tablet e pc, dove sono diventate familiari a molte più persone anche le icone dei carrelli della spesa per lo shopping online.

Lo smart working e la didattica a distanza hanno messo le ali al mercato mondiale dei computer e dei tablet, in sofferenza prima della pandemia. Tra ottobre e dicembre – stimano gli analisti di Canalys – le consegne sono aumentate del 35%, a 143 milioni di unità. Il 2020 si conclude così a quota 458 milioni di unità, il 17% in più del 2019. A trainare sono i portatili e i tablet, adatti a studio e lavoro tra le mura domestiche, mentre i pc fissi tipici degli uffici risultano in netto calo.

Il mercato degli smartphone non è andato altrettanto bene: la contrazione ha superato il 20% nella prima metà dell’anno, per poi migliorare nel terzo trimestre, quando la flessione è stata contenuta al 5,7% su scala globale e al 6,5% in Europa occidentale. “La spesa dei consumatori è lievemente migliorata, ma le vendite alle aziende sono diminuite, dal momento che le imprese hanno spostato la spesa dagli smartphone ai pc portatili”, spiegano i ricercatori di Idc.

La pandemia ha poi alimentato il business dell’hi-tech da indossare. Le consegne mondiali di smartwatch, bracciali da fitness e auricolari senza fili sono cresciute del 35% nel terzo trimestre. “La spesa dei consumatori in prodotti tecnologici è aumentata – rileva ancora Idc – dal momento che la spesa in viaggi, cene fuori e altre attività di svago è diminuita”.

In modo parallelo alle vendite di dispositivi, si è mosso il boom delle applicazioni, a cominciare da quelle per la produttività. Emblematico il caso della videochat Zoom, che ha avuto un’esplosione di popolarità, arrivando a imporsi come una delle piattaforme più usate – insieme a quelle di Google e Microsoft – per lezioni e riunioni a distanza. La società quest’anno ha visto il valore delle proprie azioni crescere di oltre il 500%, e secondo indiscrezioni ora sarebbe pronta a sfidare i due colossi con un servizio di e-mail. Tra le app che hanno beneficiato del lockdown ci sono poi quelle per l’intrattenimento. Gratuite, come la cinese TikTok, ormai gettonatissima; e a pagamento, con incrementi a cifra doppia degli abbonati ai servizi musicali come Spotify e audiovisivi come Netflix e Disney+.

Capitolo a parte merita l’e-commerce. In Italia, stando ai dati Istat, nel mese di ottobre lo shopping online è aumentato del 54% su base annua. Le Pmi italiane nel periodo natalizio hanno venduto oltre 20 milioni di prodotti solo su Amazon, tra le realtà internazionali che più si sono arricchite ai tempi del Covid. Ne è la prova il patrimonio del suo fondatore, Jeff Bezos, la persona più ricca del pianeta: 194 miliardi di dollari stando a Bloomberg, di cui 79 miliardi accumulati nel corso del 2020.


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