Dal Codacons al comitato dei parenti. Ecco chi c’è dietro le duecento denunce

Anche l’avvocato Taormina tra gli accusatori dell’esecutivo

Piove (o forse è troppo secco), governo ladro. La procura di Roma indaga l’esecutivo, annunciando però, insieme alla trasmissione degli atti al tribunale dei ministri, di ritenere infondata la maggior parte degli esposti, che sarebbero dunque destinati all’archiviazione. Le denunce arrivate in procura nei mesi del contagio sono molte, circa duecento, e diversi sono anche i mittenti, alcuni più noti, altri invece semplici cittadini. Per alcuni, a leggere gli esposti, il governo Conte avrebbe fatto troppo poco per arginare l’epidemia (e i reati ipotizzati per questi sono epidemia colposa, omicidio colposo e delitti colposi contro la salute pubblica), altri invece rimproverano proprio le azioni senza precedenti, lockdown in testa, intraprese per fermare il Covid (e per queste denunce in procura si ipotizzano i reati di abuso d’ufficio e attentato contro i diritti politici del cittadino). Due filoni, insomma, speculari nell’obiettivo palazzo Chigi e opposti nel rimprovero mosso al governo. Ma chi ha firmato questi esposti? Molti, spiegano in procura, sono singoli cittadini, pronti a prendersela per la stretta alle libertà personali che ha accompagnato l’epidemia, o appunto furiosi per un approccio giudicato troppo morbido. Tra questi un comitato fondato da due parenti di vittime del Covid-19, «Noi denunceremo», nato su Facebook a fine marzo scorso, e sicuro che i propri esposti non verranno archiviati. Ma tra i denuncianti qualcuno, come detto, non è sconosciuto alle cronache. È il caso, per citarne uno, di Carlo Taormina, avvocato e già sottosegretario al Viminale, poi deputato di Forza Italia, più recentemente vicino al M5s pur restando fuori dalla politica. E Taormina non ha preso bene il distinguo della procura di Roma, che ha trasmesso le sue denunce, che vertevano intorno ai ritardi nella gestione dell’emergenza, nella creazione delle zone rosse e agli errori nelle Rsa, al tribunale dei ministri preannunciandone anche l’archiviazione. «Avevo comunicato che gli atti erano stati trasmessi al tribunale dei ministri per mia denunzia contro Conte e Speranza. La sconcertante novità è che la Procura li ha trasmessi dicendo di archiviare. Il tribunale invece è autonomo e l’unico investito di ogni potere», ha spiegato Taormina, aggiungendo che i morti si sarebbero evitati «se Governo e Regioni avessero chiuso tutto il 31 gennaio».

Simile, nelle contestazioni (mancata istituzione di zone rosse in Lombardia e decessi nelle Rsa), anche l’altra serie di esposti contro il governo firmati da una sigla nota e arrivati in procura. Si tratta delle denunce del Codacons, che ieri proprio a margine delle polemiche preventive per l’archiviazione paventata degli esposti targati Taormina, ne ha approfittato per ribadire la fondatezza delle proprie obiezioni all’azione dell’esecutivo. Annunciando, inoltre, che da oggi sarà possibile scaricare un modulo dal sito del Codacons per chiunque, ritenendo di aver subito danni a causa dei reati ipotizzati dalla procura, intenda costituirsi come parte offesa e chiedere un risarcimento.


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