Dal Lago Maggiore alla Sicilia. La Festa della mamma nei parchi d’autore, riaperti per l’occasione

«Dammi odoroso all’alba un giardino di fiori bellissimi, dove io possa camminare indisturbato». Così scriveva lo scrittore e giornalista statunitense Walt Whitman. E vale per molti in questa nuova vita, dopo il lockdown. Riabituarsi a stare nuovamente all’aria aperta, a passeggiare in ampi spazi, circondati dal verde e inebriati dal profumo dei fiori. E cosa c’è di meglio che tornare a visitare uno dei giardini del circuito Grandi Giardini Italiani, network degli eden protetti e belli visitabili in Italia che da domenica 10 maggio, festa della mamma, tornano ad essere accessibili. Almeno una buona parte. Un’occasione perfetta per una mini fuga da soli, con la madre o con la famiglia. I giardini sono i primi luoghi di espressione dell’arte e della cultura ad aprire nel nostro paese: un passo importante per la cultura in questo momento. Un bel regalo, dopo tanta attesa. Un momento in cui respirare a pieni polmoni, contemplare, riflettere.

«Credo che Grandi Giardini Italiani possa far ripartire il turismo, anche se solo in parte, rivolgendosi al mercato interno», sottolinea Judith Wade, CEO di Grandi Giardini Italiani. «Negli ultimi anni gli italiani hanno privilegiato i viaggi nei paesi esteri, rimandando le visite ai beni culturali in Italia. Oggi gli italiani possono apprezzare l’Italia, scoprendo il nostro immenso patrimonio artistico e botanico».

Tra questi, l’Oasi Zegna a Biella. Anche per chi c’è stato altre volte, può essere come la prima volta, perché, dopo la lontananza forzata, coglierà particolari mai notati prima. Chi non c’è mai stato, invece, oggi più che mai, ne apprezzerà armonia e bellezza. E ci si ritroverà a guardare le chiome fluenti dei larici, dei faggi, delle betulle e si farà inghiottire dalla bellezza della natura, dopo tante settimane costretti tra le mura domestiche. Tra le tappe da non perdere, la conca dei rododendri, per farsi sorprendere dai colori, dai profumi, da una farfalla che vola e poi si posa su una foglia. Da non perdere anche le opere site specific dell’artista americano Dan Graham, sparse qua e là. In programma anche una mostra, “Memories of the mountain”, dal 10 maggio al 1 novembre.

Il Parco Pallavicino, del circuito Terre Borromeo a Stresa, si trova in uno degli scenari più grandiosi del Lago Maggiore e si estende per circa diciotto ettari. Si caratterizza per gli alberi che al tempo della costruzione nel 1855 erano pressoché sconosciuti in Italia, quali Lyriodendron tulypifera e maestose sequoie. La vegetazione è formata da castagni secolari, alberi dei tulipani, faggi rossi, aceri in molte varietà, larici, querce, platani, magnolie. Un superbo cedro del Libano compete per grandiosità con la facciata della villa. È presente un’area “Fattoria” con docili caprette tibetane, caprette saltasasso, pecore, lama e daini che vivono liberi.

Dal Lago Maggiore alla Sicilia. La Festa della mamma nei parchi d'autore, riaperti per l'occasione

Il giardino di Palazzo di Varignana, Castel San Pietro Terme, Bologna (Grandi Giardini Italiani)

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In Veneto, nel cuore di Verona, c’è Giardino Giusti, creato alla fine del 1400. Fu progettato come sfondo del palazzo Giusti sfruttando il terreno a terrazzamenti che doveva rivelare la città allo sguardo un poco alla volta, secondo un percorso preordinato. Oltre alle collezioni di fiori, a importanti reperti romani e al monumentale cipresso di Goethe (che qui fu ospite), il giardino conserva intatte tutte le originarie strutture cinquecentesche: fontane, grotte acustiche, pergole, bossi all’italiana, statue mitologiche e un labirinto di tracciato complesso e di piccole dimensioni, che è segnalato tra i più antichi d’Europa. Un viale di cipressi s’inerpica fino a una grotta a stalattiti, sovrastata da un mascherone costruito in modo da poter emettere dalla bocca lingue di fuoco. Dal belvedere che corona in alto il mascherone si gode uno dei più straordinari panorami sulla città dei due innamorati famosi, Romeo e Giulietta.

In Sicilia, spicca Casa Cuseni, edificata all’inizio del ‘900 nella parte collinare di Taormina, dal pittore inglese Robert Kitson, divenendo presto un Centro Artistico Internazionale. Charles Baskerville, Pablo Picasso, Salvador Dalì, sono solo una parte dei molti altri artisti che hanno lasciato le loro opere.

La casa custodisce, tra le sue collezioni, dipinti che testimoniano il Grand Tour inglese in Sicilia e in terra d’oriente e una celebre dining-room, oggi l’unica esistente al mondo, di Sir Frank Brangwyn, uno dei primi decoratori di L.C. Tiffany. L’artista disegnò anche il giardino della villa utilizzando le prospettive e il paesaggio quali elementi decorativi, divenendo l’Etna ed il golfo di Naxos, un tutt’uno armonioso con la natura. Le piante africane e le rose inglesi si mescolano ai tanti agrumi siciliani in una singolare incredibile sinfonia di colori e odori, un’emozione per gli occhi in un contesto paesaggistico senza eguali al mondo, dinanzi alla maestosità del vulcano e al mare siciliano.

Le Stanze in fiore di Canalicchio a Catania (da maggio su prenotazione) è un giardino di sette ettari che circonda la villa di campagna neo classica costruita nell’800, dove si fondono circa mille specie di rare piante tropicali e sub tropicali. Un percorso sensoriale che si svela poco alla volta e ha come filo conduttore i colori e i profumi di rampicanti e arbusti da fiore e il rumore ritmico dell’acqua. Stagni, laghetti e corsi d’acqua pieni di ninfee colorate anche tropicali, fiori di loto e giacinti d’acqua, convivono in perfetta armonia con piante preziose che li circondano. Al suo interno, un piccolo giardino segreto con atmosfere birmane con fitte piante lussureggianti, fiori dai forti colori e splendidi esemplari di palme rare e un giardino cinese che ospita otto laghetti comunicanti incastonati tra antiche rocce laviche.

Dal Lago Maggiore alla Sicilia. La Festa della mamma nei parchi d'autore, riaperti per l'occasione

Le Stanze in Fiore di Canalicchio, Catania (foto Rossella Pezzino – Archivio Grandi Giardini Italiani)

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Apriranno nei prossimi giorni, i Giardini Botanici di Villa Taranto a Verbania (il 18 maggio), sulla sponda piemontese del Lago Maggiore tra Intra e Pallanza. La villa fu acquistata nel 1935 dal capitano scozzese Neil McEacharn, appartenente a una famiglia molta ricca. Pare che riuscì a fare sette volte il giro del mondo, la prima a soli 16 anni, alla ricerca di nuove piante. Oggi la collezione ne conta ben ottomilacinquecento. Si gira tra bordure e vallette di arbusti, aiuole, parterre, tappeti erbosi, laghetti e serre.

Una fantastica storia di ascesa verso la perfezione, fra scenografie monumentali che portano in Oriente, in Grecia, nel Medioevo. Tre chilometri di percorso e otto ettari di parco romantico immersi fra piante secolari, essenze rare e il più antico camelieto d’Europa (dal 1856), decine di scorci da immortalare in scatti fotografici: tutto questo è il parco storico di Villa Durazzo Pallavicini, a Pegli (operativo dal 16 maggio), che si può raggiungere facilmente dal centro con i treni regionali (basta presentarsi con il biglietto o un abbonamento per avere diritto allo sconto del 20% sul costo d’ingresso). Offre una vista sulla città dal mare e rappresenta un’eccellenza nell’ambito del giardino storico romantico. La particolarità? È strutturato su un racconto teatrale a sfumature esoterico-massoniche che rendono la visita anche una esperienza meditativa-filosofica. Il percorso di visita è articolato in prologo, antefatto, tre atti, ognuno composto da quattro scene caratterizzate da laghi, torrentelli, cascate, edi?ci da giardino, arredi, piante rare, scorci visivi e inganni scenogra?ci capaci di appropriarsi del panorama esterno e di dilatare quasi all’in?nito i con?ni di questo luogo “magico”.

Il Giardino di Palazzo di Varignana a pochi chilometri dalla città di Bologna, spalancherà i suoi cancelli dal primo giugno. Si estende su una superficie di tre ettari e nasce dal progetto del paesaggista Antonio Perazzi che disegnando muretti, terrazze, scale, fontane e una maestosa piscina, ha creato dal nulla un giardino in cui campagna, natura e tratti formali si fondono con irresistibile spontaneità.

Notevole è la collezione di querce creata da Perazzi, per un totale di cento esemplari con 76 specie diverse, uno dei patrimoni arborei più importanti in Italia.
Nella prima parte si riscopre il Giardino formale in cui geometriche stanze tematiche, si aprono l’una nell’altra, sono divise armoniosamente da siepi di ginko biloba, carpini e filari alberati di acero che accolgono cespugli di rose, graminacee, ciliegi ornamentali e cornioli. Da queste, lo sguardo si perde sul paesaggio circostante.
Oltrepassato un pergolato di meli ornamentali e rose, si arriva al labirinto vegetale (Labirinto Carlico), la cui originalità deriva dalla sovrapposizione delle siepi di ilatro (Phyllirea angustifolia) al ricco frutteto esistente.

Come recita un proverbio, “la vita comincia il giorno in cui comincia un giardino”. Almeno la vita turistica, dopo il Covid, seppur di prossimità. Per aggiornamenti in tempo reale sulla lista completa dei giardini aperti e per informazioni sulle norme di sicurezza e di distanziamento sociale, consultare il sito.



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