Dall’Ue 3,4 miliardi alle Ong. Ma non sa come li spendono

I fondi europei destinati all’immigrazione: pubblicato l’elenco completo delle organizzazioni beneficiarie. Ma come li hanno usati?

La cifra è di quelle che fanno girare la testa. Tre miliardi e quattrocento milioni di euro, spicciolo più spicciolo meno. Sono i fondi che l’Europa ha versato alle Ong tra il 2015 e il 2018, gli anni caldi delle migrazioni dall’Africa al Vecchio Continente. Un fiume di denaro di cui si sa ben poco: l’Ue ha contezza di quanto ha visto uscire dalle sue casse, ma non è certa di come siano stati spesi.

In fondo era stata la stessa Corte dei Conti europea a far suonare il primo campanello di allarme. Nella sua relazione speciale del 2018, intitolata “La trasparenza dei finanziamenti Ue la cui esecuzione è destinata alle Ong: è necessario compiere maggiori sforzi”, metteva i puntini sulle “i” di un sistema non proprio trasparente. “La Commissione – scriveva – dovrebbe migliorare la propria performance e la trasparenza delle proprie rendicontazioni sulle Ong che attuano azioni dell’Ue”. Insomma: Bruxelles dovrebbe “ricevere informazioni adeguate e migliorare, nel proprio sistema contabile, l’attendibilità delle informazioni sulle Ong”.

Oggi La Verità pubblica l’elenco di tutte le Ong che in quei tre anni di immigrazione di massa hanno incassato fondi europei. Si tratta di 648 voci di spesa, in alcuni dei casi con pagamenti diretti alla stessa associazione. L’elenco è stato fornito ad alcuni parlamentari della Lega che sin dal febbraio del 2019 chiedono lumi sulle risorse europee destinate alle migrazioni. I leghisti, a dire il vero, avrebbero voluto sapere se l’Ue finanzia o meno “le Ong operanti sia in generale nel supporto alla gestione dei flussi migratori, sia specificatamente durante le operazioni di pattugliamento e salvataggio nel Mar Mediterraneo”. Di navi delle Ong l’Italia ne ha viste sbarcare tante, cariche di immigrati, sulle sue coste. Sapere se a finanziarle è l’Ue è richiesta legittima.

Da Bruxelles la risposta è stata criptica: “Dal momento che le attività di ricerca e soccorso non sono di competenza dell’Unione, i fondi dell’Ue non possono essere utilizzati per fornire sostegno finanziario a queste attività in quanto tali”. Però, e in questi casi c’è sempre un però, “le attività di soccorso possono essere finanziate qualora si svolgano a margine di altre attività”. In pratica: fatta la legge, trovato l’inganno. Direttamente di fondi non ne vengono stanziati, ma non è detto che alla fine – “a margine di altre attività” – le Ong non li abbiano usati a quello scopo. “Nel caso dell’Italia – spiegava l’Ue – dall’inizio della crisi migratoria e dei rifugiati nel 2015 sono stati erogati finanziamenti pari a 1,2 milioni di euro alle Ong nell’ambito del primo soccorso e dell’assistenza medica prestati ai migranti soccorsi in mare”.

A maggio, riporta La Verità, la Lega è tornata alla carica e ha chiesto la lista di tutte le Ong ed ha ottenuto l’elenco di quelle che operano “nell’ambito della migrazione”. Il conto totale sfiora, come detto, i 3,4 miliardi di euro. Tra queste anche Save The Children (che aveva la Vos Hestia nel Mediterraneo), l’Arci del Comitato territoriale di Lecce e il Centro servizi volontariato Toscana. Sul come le centinaia di Ong abbiano speso i soldi vige però ancora un po’ di mistero: nella risposta all’interrogazione Bruxelles ha scritto che la trasparenza “nell’attuazione dei programmi nazionali” deve essere garantita dagli stati membri. E che comunque proveranno a “migliorare la trasparenza dei finanziamenti dell’Ue”.


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