De Luca, Emiliano e le opere non fatte

Vincenzo De Luca, sceriffo sanitario, presidente della Regione Campania, candidato alla rielezione, e Michele Emiliano, ex magistrato, presidente della Puglia con tessera Pd

Vincenzo De Luca, sceriffo sanitario, presidente della Regione Campania, candidato alla rielezione, e Michele Emiliano, ex magistrato, presidente della Puglia con tessera Pd, ora indipendente di sinistra, che si ricandida presidente, dovrebbero fare proposte per il Recovery Fund. Alla prossima generazione loro e le loro 30 liste vogliono lasciare chiacchere o progetti?

I due sono a capo di due Regioni che, a causa della carenza di infrastrutture e di politiche regionali di crescita, sono in ritardo. La Commissione europea le ha incluse, perciò, fra quelle in ritardo a cui provvede il Fondo di coesione, con la fetta maggiore per l’Italia, del Fers, Fondo Europeo di sviluppo regionale. E con i fondi europei a prestito e a fondo perduto per investimenti potrebbero risolvere, con progetti concreti, grosse tematiche che hanno lasciato ristagnare.

Che intende fare De Luca, la ferrovia Alta Velocità Napoli-Benevento-Bari di 121 chilometri che costerebbe appena 6 miliardi e sostituirebbe il servizio regionale di autobus? Lui a lungo sindaco di Salerno, dovrebbe chiarire se ha un progetto per lo sviluppo dell’lnterporto di Salerno, che è stato sistematicamente relegato alla serie B, mentre ha la maggior disponibilità di binari ferroviari dell’Italia centro meridionale. Che vuol fare per l’interporto di Eboli che esiste solo sulla carta? La provincia di Salerno si estende a Sud lungo la costa e nell’interno, con un sistema ferroviario regionale disastrato, mentre è un’area ricca di prospettive, sviluppo industriale soprattutto (ma non solo) agro alimentare e di sviluppo turistico marittimo, montano, archeologico, e storico artistico. Il Cilento, con il tempio di Paestum, che si affaccia sulla costa tirrenica a sud di Napoli, tra il Golfo di Salerno e il Golfo di Policastro, è un paesaggio culturale con testimonianze di insediamenti risalenti a molte migliaia di anni fa.

Servirebbe una metrò di superficie come quello della regione di Stuttgart, da cui viene la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Che cosa pensa De Luca per la generazione che verrà, per la Ferrovia Vesuviana, che appartiene alla Regione e gira attorno al Vesuvio con 5 linee a scartamento ridotto non tutte elettrificate, per 145 km con 126 fermate?

E quando aprono le scuole in Campania e in Puglia? I ragazzi come andranno a scuola, con quali autobus, in quali aule? Al governatore della Puglia Emiliano va chiesto se appoggia il progetto di decarbonizzazione dell’Ilva di Taranto tramite il gasdotto che arriva a Taranto o lo vuol spostare a Brindisi, per salvare gli uliveti di Taranto, come ha sostenuto, anche con carte bollate, generando lo stop di fatto a ogni soluzione. Il destino industriale della Puglia si gioca su questo progetto fondamentale per l’Europa e i tempi sono stretti. Emiliano, dovrebbe chiarire che propone per la ferrovia sulla costa adriatica sino a quella jonica e per la Ferrovia Jonica, che collega le due Regioni nello Jonio e sul Tirreno, fino a Reggio Calabria, traversando un’area turistica pre-ellenica, ricca di tesori d’arte e di colline e mari incantevoli, ma anche di criminalità organizzata, fra la sacra corona unica e la ‘ndrangheta. È un magistrato e una delle 14 liste che lo appoggiano si chiama «senso civico».


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