Decreti sicurezza smantellati. Dalle Ong ai permessi, le novità

Il ministro Lamorgese ha annunciato che a settembre si cambia. L’ira di Salvini: “Sbarchi aumentati”

Il governo è pronto a demolire i Decreti sicurezza di Salvini e a dare il via libera all’immigrazione incontrollata. La conferma è arrivata dalle stesse parole del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in conferenza stampa a Ferragosto a Milano, dove si è riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il nuovo decreto, che sostituirà quelli dell’ex ministro leghista, sarà pronto a settembre e verrà esaminato «appena il presidente del Consiglio lo riterrà opportuno», ha detto la titolare del Viminale. «Il testo – ha proseguito – è stato chiuso con le parti politiche della maggioranza. Non abbiamo toccato gli aspetti della sicurezza, ma la parte immigrazione, andando a recepire le osservazioni della presidenza della Repubblica». Che ha indicato una linea più morbida, soprattutto nei confronti delle Ong, i taxi del mare che, portando i migranti in Italia, fanno attivare la macchina dell’accoglienza, quella che riempie le tasche di chi ha la fortuna di farne parte.

Che cambierà? In primis potrebbe essere riattivato il sistema Sprar per i richiedenti asilo dalla seconda accoglienza. Salvini aveva ridotto le risorse per la gestione dei suddetti servizi da 35 a 19 euro al giorno a persona. La Lamorgese avrebbe deciso di stanziare più soldi. Ciò porterebbe con sé anche l’opportunità di un maggior numero di strutture. Quindi, meno centri, ma accoglienza diffusa con edifici che possano contenere al massimo cento ospiti.

Sul tavolo ci sarebbe anche l’aumento delle possibilità di ottenere permessi speciali per motivi umanitari o di salute, quelli che hanno sostituito la protezione umanitaria. In questo modo, molti più migranti avrebbe diritto di rimanere in Italia. Basti pensare che nel 2018 il 21% dei richiedenti asilo ottenne la protezione umanitaria, mentre coi Decreti Salvini solo il 2 per cento di loro ebbe permessi speciali.

Secondo quanto recepito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel nuovo Decreto si dovrebbero rendere «più morbide» le sanzioni per le Ong che entrino in acque territoriali. Insomma, da settembre i taxi del mare saranno (quasi) legalizzati. Le multe? Scenderanno da un milione a 50mila euro, mentre il sequestro avverrà solo se vi sarà reiterazione della violazione.

Altra modifica sarà quindi la possibilità per i richiedenti asilo di chiedere la residenza anagrafica. Insomma, se Salvini aveva tolto questa possibilità, ora l’iscrizione all’anagrafe sarà possibile anche per chi aspetta di capire se potrà restare in Italia o meno. Infine, il governo dovrebbe accorciare i tempi (da 48 a 24 mesi) di attesa per la gestione delle procedure di riconoscimento della cittadinanza e ridurre il trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio da 180 a 90 giorni.

La notizia ha fatto arrabbiare e non poco il leader della Lega. «Quindicimila e 406 sbarchi dall’inizio dell’anno a oggi – ha chiarito – contro i 4.261 dello stesso periodo di un anno fa: il fallimento di questo governo è nei numeri, mentre il ministro Lamorgese si vanta di aver controllato più di 20 milioni di italiani durante l’emergenza Covid». E ancora: «Pugno duro con i cittadini, inseguimenti e multe per chi va in spiaggia, balla o fa l’aperitivo, carezze e porti aperti per Ong, trafficanti e clandestini. E nessun segnale contro le mafie. La Lamorgese dice che Milano è sicura: allora perché ha organizzato il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza in città?».


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