Di Maio rinnega il “grillismo”: “Gilet gialli? Una leggerezza…”

Di Maio ha archiviato le vecchie simpatie nei confronti dei Gilet janues: “È stata una leggerezza”. Così il ministro ha indirettamente rinnegato il grillismo

In un colpo solo Luigi Di Maio è riuscito a rinnegare tanto le sue vecchie simpatie nei confronti dei Gilet gialli francesi quanto, indirettamente, uno dei pilastri del grillismo. Stiamo parlando del sostegno incondizionato alla democrazia diretta, espressa a suo tempo, a detta del leader del Movimento 5 Stelle, anche dal ”movimento orizzontale e spontaneo” dei famigerati Gilet janues. Gli stessi che, lo scorso inverno e per settimane intere, avevano paralizzato la Francia con proteste incandescenti.

Il passato è ”superato”

Ebbene, per Di Maio, il passato è passato. Anzi: è ”superato”, come il ministro ha avuto modo di dichiarare nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano francese Les Echos. Insomma, la vicinanza espressa ai Gilet gialli fa parte di un ”passato superato”. ”Ho già detto che si è trattato di una leggerezza e vorrei concentrarmi sul presente e sul futuro“, ha aggiunto Di Maio, rispondendo ad una domanda sulla relazione franco-italiana.

Credo – ha quindi sottolineato diplomaticamente Di Maio – che la relazione franco-italiana goda di un ottimo stato di salute”. Il ministro, sempre in riferimento ai rapporti tra Roma e Parigi, ha quindi ricordato che a febbraio l’Italia ha ospitato un vertice ”che ci ha permesso di rilanciare al più alto livello la cooperazione bilaterale in tutti settori”. ”Siamo sulla stessa lunghezza d’onda sui principali temi europei e lavoriamo regolarmente assieme per affinare le nostre posizioni. Le consultazioni sono costanti con il mio collega Jean-Yves Le Drian, con il quale mantengo un rapporto personale eccellente“, ha concluso il grillino.

Cambio di rotta

Eppure è difficile scordarsi di quando Di Maio spronava in prima persona i Gilet gialli a non mollare. Di quando l’attuale ministro degli Esteri prometteva ai dimostranti francesi l’appoggio del Movimento 5 Stelle. ”Dall’Italia stiamo seguendo la vostra battaglia dal giorno in cui siete comparsi per la prima volta colorando di giallo le strade di Parigi e di altre città francesi”, affermava l’esponente pentastellato. E ancora: ‘‘Il Movimento 5 Stelle è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno. Come voi, anche noi, condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico“.

Di Maio era perfino arrivato a dire che il M5s sarebbe stato pronto a mettere a disposizione dei Gilet gialli alcune funzioni del sistema operativo per la democrazia diretta Rousseau. Uno strumento, questo, che il movimento francese avrebbe potuto impiegare in vari modi. Ad esempio in apposite call to action per organizzare gli eventi sul territorio, o per definire il programma elettorale così da scegliere i candidati da presentare eventualmente alle elezioni.

Niente da fare: il passato appena ricordato è ormai superato. Non è da escludere che un simile rinnegamento da parte di Di Maio possa essere una delle conseguenze delle ultime trasformazioni in corso all’interno del Movimento 5 Stelle. Sempre più vicino a essere un partito a tutti gli effetti, tra veleni, dissidi e correnti.


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