Dl agosto, mille assunzioni “elettorali”

«Aiutini» a Puglia e Veneto (dove si vota). FI: «Legge clientelare»

Sono fresche di stampa le parole di Mario Draghi al Meeting di Rimini, la distinzione tra spesa pubblica utile, quella che serve a fronteggiare l’emergenza o a favorire la produttività, e quella cattiva, utile ad alimentare vecchie pratiche assistenzialiste.

Poi c’è il decreto agosto, ultimo di una serie di provvedimenti di emergenza adottati dal governo da quando è esplosa la pandemia. E anche quello che potrebbe segnare il ritorno a una certa normalità tutta italiana, fatta di misure elettorali, assunzioni generose, superfetazione di strutture pubbliche e finanziamenti a pioggia.

«Il ministro Gualtieri ieri aveva assicurato che il governo non avrebbe più fatto debito cattivo. Ma il decreto agosto è una pioggia di spesa corrente, con un diluvio di assunzioni clientelari, concentrata guarda caso proprio nelle regioni in cui si vota a settembre. Una scorpacciata elettorale dunque, e l’assalto alla diligenza lo ha fatto il governo prima ancora dell’arrivo del decreto in Parlamento», ha denunciato la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.

Nella versione definitiva del provvedimento approvato il 14 agosto e appena pubblicato nella Gazzetta ufficiale ci son infatti misure difficilmente giustificabili come risposta all’emergenza coronavirus, tutt’altro che rientrata. Misure particolarmente generose con due delle regioni che andranno al voto, la Puglia e il Veneto.

Ci sono sgravi che nelle intenzioni del governo consentiranno di incentivare fino a 400 mila assunzioni, soprattutto al sud.

Ma ci sono anche quasi mille assunzioni vere e proprie. Merce rarissima di questi tempi. Ad esempio a Taranto all’Arsenale militare marittimo, tra il 2020 e il 2022 si potrà assumere «con contratto di lavoro a tempo indeterminato» un «contingente complessivo di 315 unità di personale non dirigenziale con profilo tecnico mediante corso-concorso selettivo speciale bandito dal Centro di formazione della difesa».

Molto generoso con il Venezia. Intanto con l’istituzione della Autorita per la laguna di Venezia, destinata a tutelare l’integrità della città e della sua laguna. «Ente pubblico non economico di rilevanza nazionale dotato di autonomia amministrativa», dipendente comunque dal ministero alle Infrastrutture. Dotazione organica: 100 impiegati in parte da reperire da altre amministrazioni, ma anche da assumere ex novo. Numeri più risicati per l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) autorizzata «ad assumere a tempo indeterminato, mediante appositi concorsi pubblici per esami, scritti e orali» 16 dipendenti tra ingegneri, infermieri, medici e statistici.

Poi 145 stabilizzazioni al ministero della Difesa di personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato, che, abbia maturato almeno tre anni, anche non continuativi, di esperienza lavorativa, presso i reparti Genio campale dell’Aeronautica militare.

Grande risultato per il ministero dei Beni Culturali che ottiene il via libera ad assumere 500 consulenti delle soprintendenze. Se avessimo utilizzato risorse europee sarebbe scattata una censura. Ma non è detto che non succeda. «Non vorrei che questo fosse solo l’antipasto di quanto accadrà col Recovery Fund: altro che debito buono, con questo governo si preannuncia una grande abbuffata a spese degli italiani», avverte Bernini.

AnS


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