E’ morto Andrea Rinaldi: ex delle giovaniili dell’Atalanta, aveva 19 anni

VARESE  – Non è riuscito a vincere la partita più importante, quella per la vita, Andrea Rinaldi. Il 19enne centrocampista, cresciuto calcisticamente nell’Atalanta e ceduto due anni fa al Legnano (serie D girone B), è spirato questa mattina all’ospedale di Varese, dov’era stato ricoverato venerdì in condizioni disperate per un aneurisma cerebrale che lo aveva colpito improvvisamente nella sua casa di Cermenate (Como) mentre stava svolgendo attività fisica.

Cusatis: “Lo avevo sentivo al telefono, stava bene”

“Un ragazzo a cui tutti vogliono bene e che si fa voler bene – il ricordo di Giovanni Cusatis, allenatore del Legnano nell’intervista rilasciata alla Provincia di Como – Ci siamo sentiti qualche giorno fa, come d’abitudine chiamo tutti i ragazzi una volta a settimana, in questo periodo, per sentire come stanno. ‘Mister, mi ha trovato in tempo perché sto andando a fare l’allenamento giù in giardino’, mi ha detto. Telefonate che sono un modo per stare vicino ai ragazzi, in questo momento di difficoltà per tutti. Mi piace sentire come stanno loro mentalmente, se sta bene la famiglia, se nessuno ha problemi di Covid. Abbiamo scherzato e abbiamo avuto una chiacchierata generale, come si fa tra atleta e allenatore. Non mi ha accennato a nessun tipo di problema, era sorridente”.

I successi con gli Allievi dell’Atalanta

Il suo sogno di calciatore (passando prima dal Monza, poi l’approdo all’Atalanta nel 2013, all’età di 13 anni) era partito proprio dal suo paese di Cermenate, nella Brianza comasca. La sua prima squadra a Zingonia era stata quella dei Giovanissimi Regionali A, per poi passare negli Allievi e alla Primavera, con in panchina sempre Massimo Brambilla, conquistardo scudetto e Supercoppa Under 17 nel 2016 e arrivando a meritarsi la convocazione in Nazionale Under 18.

Due estati fa aveva salutato il vivaio del club bergamasco, dove era cresciuto come giocatore e maturato come persona, per il salto in una prima squadra in prestito all’Imolese, in Serie C. “Devo iniziare a scrivere dicendo grazie, ma un semplice “grazie” non basta. Ho trascorso qui a Bergamo i 5 anni migliori che un ragazzo avrebbe potuto vivere”, le sue parole nel messaggio di commiato da Zingonia. Dopo aver terminato il campionato scorso al Mezzolara, in D, sempre in provincia di Bologna, nella stagione attuale Rinaldi, 20 anni da compiere il prossimo 23 giugno, centrocampista alla Gattuso, stava vestendo la maglia del Legnano (dove era passato a titolo definitivo).

Percassi: “Il tuo sorriso gentile resterà nel nostro cuore”

In una nota il presidente Antonio Percassi e tutto il club nerazzurro hanno espresso la loro commossa partecipazione al dolore dei familiari e del Legnano: “Sempre disponibile e positivo, sapeva farsi ben volere da tutti. Così come in campo eri sempre l’ultimo ad arrenderti, anche stavolta hai lottato con tutte le tue forze per non volare via troppo presto, ma quel tuo sorriso gentile resterà sempre vivo nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Ciao Andrea”.

Legnano: “Il nostro guerriero ci ha lasciato”

La notizia del decesso è stata confermata dal Legnano sul sito ufficiale: “L’Ac Legnano, il mondo lilla, la città e l’intero universo calcistico, a tutti i livelli, oggi vivono uno dei loro giorni più sconvolgenti. Andrea Rinaldi, il nostro guerriero, ci ha lasciati. Un aneurisma lo ha strappato alla vita a 20 anni non ancora compiuti, nel fiore degli anni, con una vita davanti e con una carriera che prometteva traguardi luminosi. Una tragedia improvvisa e sconvolgente, impossibile anche solo da immaginare. Andrea ha lottato per tre giorni dopo il malore che lo ha colpito. Purtroppo non c’è stato nulla da fare”.

Il commosso ricordo del procuratore

Cordoglio espresso anche dal suo procuratore Marco Montesarchio in un toccante post sui social. “E’ una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo padre ad organizzare l’incontro, ma bastò poco ad entrambi per capire subito che condividevamo gli stessi principi per poter iniziare a lavorare insieme. Sono stato davvero fortunato ad averti conosciuto e sono contento che le nostre strade si siano incrociate anche se per così poco tempo – ha scritto su Facebook – La tua vita è stata breve ma vissuta intensamente. E’ stato un onore averti avuto tra i miei assistiti e mi piacerà ricordarti, così, con quel motto che ti rappresentava tanto e che avevi scritto anche sulla tua pagina facebook: “Se non lotti per ciò che desideri, non piangere per ciò che perdi”.



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