“È tutto da rifare”. Spunta l’ipotesi del governo di scopo

Renzi si accontenterà del rimpasto o staccherà la spina? Nei palazzi corre voce di un possibile esecutivo “di salute pubblica”: il centrodestra ne discute e non lo esclude

Tra poche ore probabilmente verranno a galla le reali intenzioni di Matteo Renzi: si accontenterà di un rimpasto e di qualche poltrona in più oppure andrà realmente in fondo e staccherà la spina ai giallorossi? Molto dipenderà dal premier Giuseppe Conte, che aveva promesso di esaminare il documento presentato da Italia Viva contenente alcune osservazioni e modifiche da apportare per proseguire l’esperienza. Altrimenti, lo vanno ripetendo da un mese, la conseguenza sarà naturale: i renziani ritireranno i due ministri e toglieranno la fiducia a questo governo. Ma di certo non si può indicare l’ex sindaco di Firenze come unico responsabile della situazione di stallo in piena pandemia.

Infatti l’allarme era stato già lanciato da Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, il quale aveva fatto notare i primi sintomi di forti tensioni tra gli alleati: “Quando ogni gruppo della maggioranza applaude solo il proprio relatore, significa che si è rotto qualcosa“. Così il presidente del Consiglio si è trovato con le spalle al muro, costretto – pur di non lasciare Palazzo Chigi – a fare passi indietro su Recovery Fund, servizi segreti e rimpasto. Tra le ipotesi infatti vi è una serie di cambiamenti dello scacchiere dei ministri che qualche settimana fa aveva etichettato come “il migliore al mondo“.

Il governo di scopo

Ieri vi abbiamo parlato dei possibili nuovi ministri giallorossi, con Maria Elena Boschi pronta a entrare nell’esecutivo occupando il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti o del Lavoro. Tuttavia un cambio di pedine viene giudicato come strumentale e inutile. Renzi continua a chiedere prima le dimissioni di Conte e poi il passaggio della crisi dal Quirinale. Non a caso il ministro del Pd Dario Franceschini ritiene che sia “tutto da rifare” e che “solo da lì si può ricominciare“.

Se il fondatore di Italia Viva darà l’ok a un Conte 3 darebbe grande forza alle voci secondo cui sarebbe interessato all’incarico di segretario generale della Nato. “Altrimenti Matteo non vestirebbe i panni dell’utile idiota, facendo per conto di Zingaretti e Di Maio, quello che loro vogliono ma non possono dire. Cioè il ridimensionamento del premier e il rimpasto“, fa notare un dirigente del Partito democratico. Cosa succederà se invece confermerà il veto su Conte e farà saltare definitivamente tutto?

C’è un’altra ipotesi che sta prendendo corpo in queste ore. Come riportato dal Corriere della Sera, nel palazzo sta correndo voce di un possibile governo “di salute pubblica“. E si tratterebbe di un’opzione su cui il centrodestra sta riflettendo. Fonti autorevoli vicino a Matteo Salvini fanno sapere che la strada di un esecutivo di scopo è al centro delle recenti riunioni della Lega: “Sono per ora ragionamenti allo stato embrionale. Per un simile scenario servono le condizioni e i tempi. A meno che il precipitare della situazione nel Paese porti ad appelli all’unità nazionale per salvare l’Italia“. Anche Fratelli d’Italia si sarebbe detta disponibile a ragionare in merito. Come confermano le ultime parole della leader Giorgia Meloni che potrebbero cambiare il quadro politico: “Io dico che non farei mai il ministro in un governo del quale fossero parte organica forze di sinistra, M5S, Pd, Leu, Renzi. Ma non ho bisogno di fare il ministro per dare una mano all’Italia“.


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