Ecco le condizioni di Conte. Ma Renzi: “Lavori o se ne vada”

Timida apertura di Conte. I renziani tirano dritto: “Contano i fatti non i post”. E il Pd invoca “decisioni responsabili”

Il testa a testa tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi ha raggiunto il punto di non ritorno, così come rischia di essere arrivato al capolinea anche l’attuale governo.

I nodi da sciogliere sono tanti, troppi. Dal via libera al Mes, richiesto dai renziani di Italia Viva, alla gestione del Recovery Fund, passando per lo spinoso dossier sull’intelligence: ecco i temi principali che stanno letteralmente smembrando l’esecutivo giallorosso dall’interno. In tutto questo, il tempo stringe. E l’Italia non può certo aspettare che Conte e Renzi finiscano la loro guerra personale.

Nelle ultime ore, dai corridoi di Palazzo Chigi, è trapelata un’indiscrezione che potrebbe rappresentare un’efficace soluzione all’impasse. Come scrive Marco Antonellis su Affaritaliani.it, Conte sarebbe disposto a dimettersi per spalancare le porte al Conte ter. Attenzione però, perché il premier porrebbe una condizione ben precisa.

La condizione di Conte

Le ipotetiche dimissioni di Conte dipenderebbero – usiamo sempre il condizionale – da una pubblica dichiarazione di fiducia di Renzi. Detto altrimenti, prima di dare il via al Conte ter, il premier vorrebbe essere certo di incassare il supporto dell’ex sindaco di Firenze. In altre parole, secondo Palazzo Chigi, soltanto di fronte a una sorta di “patto” – una specie di pre-intesa pubblica – il Paese potrebbe uscire dal coma politico nel quale si trova ormai da diverse settimane.

Renzi, dal canto suo, ha più volte invitato l’attuale presidente del Consiglio a dimettersi. Il leader di Iv non sembrerebbe tuttavia essere intenzionato a cedere sulla condizione posta dal premier. Il ritornello dei renziani potrebbe suonare così: prima le dimissioni del premier, poi vedremo il da farsi. Insomma, i due contendenti non si fidano l’uno dell’altro. E questo complica dannatamente la situazione.

Il messaggio di Conte

Dopo giorni di silenzio, Conte ha finalmente battuto un colpo sulle tensioni che stanno attanagliando la maggioranza. Per raggiungere gli obiettivi necessari per affrontare l’emergenza sanitaria e quella economica è “imprescindibile rafforzare la coesione della maggioranza e, quindi, la solidità alla squadra di governo“: questo il cuore del lungo posto scritto dal premier su Facebook.

Il premier ha spiegato che non è mai venuta meno l’apertura al confronto con le forze che sostengono l’esecutivo. Ha inoltre annunciato che nel Recovery plan vi saranno più risorse anche per la salute e i giovani e che sul piano vi sarà – una volta messo a punto – il confronto con “l’intero Parlamento“, dunque anche con “l’opposizione“, e dialogo sarà con le parti sociali.

Se percorreremo questo cammino” – ha aggiunto Conte – con senso di responsabilità, avremo la più salda garanzia di andare nella direzione giusta, perseguendo l’interesse generale. La nostra azione di governo dovrà rimanere sempre all’interno di questo perimetro, mirata a sostenere e migliorare la vita delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, a tutelare il diritto alla salute dei cittadini, ad assicurare un futuro ai nostri giovani“. E ancora: “Qualsiasi altra iniziativa o intervento che si ponga al di fuori di questo tracciato non mi appartiene e non mi riguarda. Questo è il limite che mi sono sempre imposto, dall’inizio del mio mandato“.

La replica di Renzi

A distanza di qualche ora dal post del premier, sono arrivate le dichiarazioni di Matteo Renzi. “Il presidente Conte ha detto verrò in Senato, quasi sfidandoci, lo aspettiamo lì“, ha tuonato il senatore fiorentino. Che, in merito a un possibile governo di scopo, ha tagliato corto: “Non esistono governi di scopo. I governi sono fatti per governare, se Conte è in grado di farlo, lo faccia. Altrimenti toccherà ad altri“.

I renziani considerano il post di Conte un’apertura a parole a Italia Viva. “Ma in politica contano i fatti e gli atti, le leggi e i documenti, non i post. Domani arriva il testo e vedremo. Non si arretra di un solo centimetro“, ha fatto notare una fonte di Italia viva. Infine pesano come un macigno le ultime parole di Renzi: “Quando Conte è stato indicato come presidente del consiglio l’abbiamo indicato anche noi, pur di mandare a casa Salvini. Ma non si può governare solo contro, adesso bisogna dare risposte alla crisi economica, ai soldi che mettiamo nel recovery che vanno ad aumentare il debito e quindi: se il governo è in grado di fare faccia“.

La posizione del Pd

Il Partito democratico deve iniziare al proprio interno, cominciando dai gruppi parlamentari, un confronto approfondito sui rapporti in seno alla maggioranza e sull’azione del governo“. Si riassume così la posizione del Partito Democratico. In queste poche righe inviata da un gruppo di deputate e deputati democratici al segretario dem e al vicesegretario nazionale, al capo delegazione nell’esecutivo e al capogruppo alla Camera.

Nella missiva, firmata anche da Benamati, Berlinghieri, Boldrini, Bruno Bossio, Cenni, Incerti, Fraiilis, Navarra, Pagani, Piccoli Nardelli, Raciti e Quartapelle, si rileva “la necessità di decisioni responsabili nel grave momento che vive il Paese” e si sottolinea come “l’ipotesi di elezioni anticipate non darebbe risposta al disagio degli italiani e risulterebbe incomprensibile a livello internazionale”. Nello stesso tempo – concludono – “l’azione dell’esecutivo non può bloccarsi tra veti e conflitti e il desiderio di evitare le urne non può portare a irrealistiche ed equivoche combinazioni parlamentari“.


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